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Mi chiamo Annarita Colombino nipote di Mario Colombino. Era un Alpino della Cuneense. Insieme a mio fratello Marco stiamo cercando di ricostruire il vissuto di guerra di nostro nonno. Scriviamo “in ogni dove” e pochi ahimè rispondono con notizie. Scriviamo anche a voi, chissà che abbiate qualche notizia per noi… Come dice quella scritta sul Vs sito “C’è qualcosa di molto peggiore della morte. Ed è il dubbio. “Grazie per il lavoro che fate! continuate!!! per il bene di tutti noi
Vi fornisco qualche dato utile:
Colombino Mario nato il 15 agosto 1923 a Barge (CN)
artigliere alpino classe 1923 (deceduto nel 1990)
svolse il servizio di leva nel 1942 presso il 4° Reggimento Artiglieria Alpina a Villanova Mondovì  Servente nella 10° Batteria (dapprima) e successivamente nella 1° Batteria Villanova
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Il 3 aprile uscirà:

Voci e ombre dal Don
Lettere, documenti, memoriali e immagini dell’ARMIR in Russia
di Pino Scaccia
Pagine 246 – Euro 16,00

La tragedia dell’Armata Italiana in Russia (ARMIR) è ancora oggi molto sentita in chi ha ereditato da genitori o nonni, il dubbio. Il non aver mai conosciuto la fine di migliaia di alpini, fanti e artiglieri provenienti da tutto il paese, ha generato nel tempo un forte desiderio di scoprire, di ritrovare, di rintracciare, i segni o i resti di quei ragazzi.
Questo libro riunisce tante storie attraverso documenti, lettere, memoriali e aiuta a riprendere le ricerche. Dal mistero di Giuseppe Accettura a Enea il pacifista; passando attraverso Ceriani l’elettricista o Pons “il bombarolo”; e ancora le lettere del nonno Gastone o di Giuseppe Piervitali. Ma sono tantissime le storie raccontate in questo ultimo lavoro di Pino Scaccia, che è diventato negli anni un punto di riferimento per chi sta cercando i dispersi di Russia.
Il libro esce in prossimità dell’inizio dello scavo delle fosse di Kirov. La grande speranza per i familiari dei dispersi dell’Armir che sono ancora più o meno quarantamila. Una cifra enorme. Tante saranno le storie ancora da scoprire, racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce a ridosso della ferrovia Transiberiana.

Deceduto a Bielovolsk

Mi chiamo Franco Villani, sono di Paola (Cosenza) dove ci siamo conosciuti presso la sede dell’associazione “ Fiamme Argento “ ed inoltre siamo “ amici virtuali “ su fb. Lo scopo di questo mio scritto e’ il seguente : da diversi anni sono alla ricerca di notizie riguardo un mio zio disperso in Russia,  dichiarato deceduto (date presumibili  25.01.1943 o 26.03.1943) nell’Ospedale del Campo di concentramento di Bielovolsk. Mi è stato riferito che le speranze di recuperare e rimpatriare i resti dovrebbero essere nulle poichè i sovietici hanno sepolto i nostri caduti in fosse comuni. Ma queste sono notizie fornitemi negli anni novanta. So che negli ultimi anni sono state riprese le ricerche ed individuate vaste aree di presenza di resti di migliaia di caduti. Se si potesse almeno riavere la piastrina…  Durante le ultime ricerche tramite internet, mi sono imbattuto nell’evidenza di un Suo libro in merito al tragico evento che tratta l’Armir. Nel passato ho effettuato corrispondenza sia con Onorcaduti che con il Ministero della difesa. Se Lei può’ aiutarmi tramite le Sue fonti utilizzate per l’estensione del Suo meritevole libro. Francesco Villani

– soldato  Petrungaro Emilio
nato a Fiumefreddo Bruzio il 26.02.1917
54 ° BTG divisione Sforzesca.

fossa-comune-a-kirov

La grande speranza adesso è  Kirov. I dispersi dell’Armir sono ancora più o meno quarantamila, una cifra enorme, e molte possibilità di scoprirne altri sono sicuramente racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce qualche mese fa a ridosso della ferrovia Transiberiana. Ci crede molto anche il nuovo commissario di Onorcaduti, generale Rosario Aiosa, che ha mandato in Russia uomini e mezzi. Nascerà una foresteria  dove saranno concentrati esperti, interpreti e anche artificieri perché sembra che ci sia il rischio di trovare tanti ordigni inesplosi, sepolti dall’esercito sovietico insieme alle vittime. Gli scavi inizieranno a primavera, sperando di riuscire a trovare elementi che permettano di individuare almeno il contingente di provenienza. A Kirov infatti sono sepolti, oltre agli italiani, sicuramente anche tedeschi, romeni e ungheresi. Tutti fatti prigionieri presumibilmente dopo la battaglia di Stalingrado e condotti ai lager.  Un’altra dolorosa pagina dell’infernale campagna in Russia che sta per essere finalmente scritta. (Foto: la fossa di Kirov).

Forse morto a Rossosc

Gentile Signor Scaccia, mi chiamo Pansino Pastoretti Giulio, e mi sto documentando sulle sorti di alcuni parenti caduti nella prima e nella seconda guerra mondiale.Le ricerche sono ardue, molte le reticenze dai parenti ancora in vita e problemi di vario genere Talvolta mi fermo a pensare a quei ragazzi morti male sulle montagne del nord est o al gelo dell’inverno russo, ai momenti di angocia che devono aver vissuto prima di spegnersi, all’orrore provato. Cercando nel web mi sono imbattuto nel suo sito, e leggendo di alcuni “miracoli” ho pensato di scriverle
Il parente di cui sto facendo ricerche si chiama  ELDO NICOLINI nato a Omegna (VB ora NO al tempo di guerra) l’8-12-1920 faceva parte del Battaglione Sciatori Monte Cervino e la data di “dispersione”, quindi sicuramente di morte è indicata come 19-01-1943, località sconosciuta, ma quasi sicuramente Rossosch (dove il battaglione veniva dilaniato in quei giorni) E’ singolare come sia possibile datare l’evento ma non il luogo, magari lei mi può dare qualche spiegazione.  La leggenda familiare (tramandata da racconti di cui non sono in grado di stabilire la fonte) narra che lui e altri soldati fossero tallonati dai carri armati russi che senza fretta cercavano di raggiungerli, e che ad un certo punto lui abbia deciso di abbandonarsi a terra sfinito invitando i compagni a proseguire nella fuga, attendendo l’arrivo dei carri russi.  Ipotesi verosimile ma non verificabile Per caso tra i tanti soldati di cui ha recuperato notizie compare anche il nostro ELDO? Grazie di tutto in ogni caso, soprattutto per la sua meritoria missione