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La grande speranza adesso è  Kirov. I dispersi dell’Armir sono ancora più o meno quarantamila, una cifra enorme, e molte possibilità di scoprirne altri sono sicuramente racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce qualche mese fa a ridosso della ferrovia Transiberiana. Ci crede molto anche il nuovo commissario di Onorcaduti, generale Rosario Aiosa, che ha mandato in Russia uomini e mezzi. Nascerà una foresteria  dove saranno concentrati esperti, interpreti e anche artificieri perché sembra che ci sia il rischio di trovare tanti ordigni inesplosi, sepolti dall’esercito sovietico insieme alle vittime. Gli scavi inizieranno a primavera, sperando di riuscire a trovare elementi che permettano di individuare almeno il contingente di provenienza. A Kirov infatti sono sepolti, oltre agli italiani, sicuramente anche tedeschi, romeni e ungheresi. Tutti fatti prigionieri presumibilmente dopo la battaglia di Stalingrado e condotti ai lager.  Un’altra dolorosa pagina dell’infernale campagna in Russia che sta per essere finalmente scritta. (Foto: la fossa di Kirov).

Forse morto a Rossosc

Gentile Signor Scaccia, mi chiamo Pansino Pastoretti Giulio, e mi sto documentando sulle sorti di alcuni parenti caduti nella prima e nella seconda guerra mondiale.Le ricerche sono ardue, molte le reticenze dai parenti ancora in vita e problemi di vario genere Talvolta mi fermo a pensare a quei ragazzi morti male sulle montagne del nord est o al gelo dell’inverno russo, ai momenti di angocia che devono aver vissuto prima di spegnersi, all’orrore provato. Cercando nel web mi sono imbattuto nel suo sito, e leggendo di alcuni “miracoli” ho pensato di scriverle
Il parente di cui sto facendo ricerche si chiama  ELDO NICOLINI nato a Omegna (VB ora NO al tempo di guerra) l’8-12-1920 faceva parte del Battaglione Sciatori Monte Cervino e la data di “dispersione”, quindi sicuramente di morte è indicata come 19-01-1943, località sconosciuta, ma quasi sicuramente Rossosch (dove il battaglione veniva dilaniato in quei giorni) E’ singolare come sia possibile datare l’evento ma non il luogo, magari lei mi può dare qualche spiegazione.  La leggenda familiare (tramandata da racconti di cui non sono in grado di stabilire la fonte) narra che lui e altri soldati fossero tallonati dai carri armati russi che senza fretta cercavano di raggiungerli, e che ad un certo punto lui abbia deciso di abbandonarsi a terra sfinito invitando i compagni a proseguire nella fuga, attendendo l’arrivo dei carri russi.  Ipotesi verosimile ma non verificabile Per caso tra i tanti soldati di cui ha recuperato notizie compare anche il nostro ELDO? Grazie di tutto in ogni caso, soprattutto per la sua meritoria missione

Un bersagliere

Buonasera, mia madre cerca qualche informazione in più sullo zio di nome OLCELLI GUERRINO nato il 26/01/1916 a SAN COLOMBANO AL LAMBRO (MI) bersagliere 3 RGT. BERS. deceduto il 19/12/1942 . Queste sono le uniche informazioni che abbiamo trovato suUNIRR.IT altro non sappiamo,se ha qualche notizia in più ci farebbe molto piacere averle.. Grazie in anticipo. Matteo Sciascera

Il massacro di Stalino

Sono tanti anni che cerchiamo notizie di SEGALLA BORTOLO artigliere del Gruppo Art. Udine della Julia disperso in Russia.
Per tanti anni i suoi genitori ogni giorno lo aspettavano alla stazione ferroviaria……
Un suo commilitone dice di averlo visto il 22.01.1943 ma non siamo sicuri.
Come Voi ben sapete il giorno 21.01.1943 ci fu il terribile massacro presso il Kolkov Stalino dove vennero uccisi circa il 25% degli alpini del IX Reggimento ed il resto circa 3.000 si incamminarono verso la prigionia (libro Don Brevi)
Voi siete in grado di darmi qualche informazione????????
Mia moglie è la nipote di Bortolo.
Ringrazio infinitamente
Santacatterina Luigi

archivio Archivio della Croce Rossa

“Tra le righe libri” di Andrea Giannasi è la casa editrice che da tempo è impegnata sul fronte della storia. E’ quella che ha ripubblicato il mio “Armir” dopo la messa al macero e che ha in qualche maniera ora l’intenzione di editare un nuovo libro sulla tragica campagna in Russia, una vicenda indimenticabile. Ho già attinto molto materiale inedito dagli archivi della Croce Rossa, prima che chiuda i battenti, ho rivisitato numerose testimonianze nella valle del Don e ne ho raccolte altre, nuovissime. So perfettamente che quella ormai lontanissima guerra conserva tuttora episodi misteriosi, documenti mai letti. Patrimonio dei familiari, ma anche meritevole di essere diffuso, in omaggio al sacrificio dell’esercito perduto, e anche come monito. Ho già tanto materiale, ma vi chiedo ora di partecipare per la memoria comune. Chi ha, o pensa di avere, episodi diversi da raccontare, documenti mai visti da mostrare, si faccia avanti mandandomeli per email a pinoscaccia@gmail.com Tutto serve: lettere, foto, disegni, memorie. Dopo un’attenta selezione con l’editore vi prometto che faranno parte di quello che per ora chiamiamo “Armir 3”, cioè la mia terza opera su quella pagina oscura e mai dimenticata. “C’è qualcosa di molto peggio della morte, ed è il dubbio”: non c’è niente di meglio di un libro per conservare i ricordi.

“Lettere dal Don” al macero