Esattamente vent’anni dopo ho deciso di tornare. Sia nei sotterranei che nelle campagne, per vedere cos’è cambiato. La prima operazione, negli archivi, stavolta è risultata quasi proibitiva perché dopo l’ubriacatura immediatamente post-comunista è tornata in maniera forte l’abitudine sovietica di soffocare la libertà d’informazione. Più facile, e assai redditizio, il viaggio nella valle del Don, dove il cambiamento sociale è stato clamoroso, e dove la ricerca dei dispersi in guerra continua con immutata emozione. E forse, più di allora, è stato facile raccogliere storie dirette. Molti testimoni sono ancora vivi. Ma bisogna sbrigarsi, non c’è più molto tempo: i loro racconti presto saranno gli ultimi.  Pino Scaccia  Rai Eri
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