Sono passati 67 anni dalla dolorosissima battaglia di Nikolajewka, tanto tempo. Così tanto che sono morti anche quelli che cercavano i sopravvissuti. Se fino a qualche tempo fa c’erano madri e mogli e figli a cercare i dispersi, adesso ci sono i nipoti. Ma la ricerca non si interrompe. E’ incredibile come la pagina del Don sia destinata a non chiudersi mai. Me ne sono occupato per la prima volta nel 1992 scoprendo negli archivi di Mosca i primi nomi. Ho partecipato alle prime riesumazioni in quella valle maledetta, ma da allora ho continuato a ricevere lettere e appelli. Non si può smettere di cercare, la memoria è troppo importante.

CERCO UN RIFERIMENTO DI PIERO MIGNARRI – GROSSETO DISPERSO IN RUSSIA
Se è il Piero Mignarri nato a Pontremoli l’8 marzo 1920 è morto il 10 gennaio 1943 nel campo 56 di Ucistoie (e lì sepolto).
cerco notizie di un mio zio Zagatti Eder disperso in Russia e nativo di Copparo ( FE) Grazie
Figura un Zagatti ELER nato a Copparo(FE)il 20/06/1920 e ultima data il 13/12/1942 .Bisognerebbe sapere il reparto di appartenenza.Fammi sapere,Maurizio.
CERCO NOTIZIE DI MIO FRATELLO ZINI COSTANTINO ARRUOLATO NEL 52 REGGIMENTO ARTIGLIERIA DIVISIONE TORINO DI CUI NON ABBIAMO PIU’ AVUTO NOTIZIE DAL 1942. ERA NATIVO DI FIRENZUOLA (FI). GRAZIE
Allora.Risulta ZINI Costantino nato il 31/07/1917 a Firenzuola(FI) ultima data 01/01/1943.La Divisione Torino a tale data era completamente circondata a CERTKOVO città lungo la ferrovia Rossosch-Millerovo.Altro non so.Maurizio
Buonasera,
Dagli archivi di Cargnacco, risulta che mio zio (Cavestro Armido appartenente all’80 RGT Fanteria Divisione Pasubio , 12 compagnia ) Fu fatto prigioniero e mori’ il 20 marzo 1943 presso il campo 188 di Tambov.
Desidererei conoscere I luoghi dove ha combattuto la sua compagnia o qualsiasi informazione supplementare: Esiste qualche libro a riguardo? E’ vero Che si puo’ richiedere la medaglia?
Buonasera, sto cercando notizie su mio nonno Bernardi Renato, nato a Carrara il 16 gennaio 1916, caporale nel battaglione Borgo San Dalmazzo e dichiarato disperso il 31 gennaio 1943.
Grazie
Buongiorno, quasi sicuramente suo nonno era compagno d’armi di mio padre Aldo FERRERO anch’esso al Borgo, non so’ dirle molto perchè mio padre è mancato da tantissimi anni e di quel periodo non ne parlava perchè il dolore era ancora molto forte (ha visto morire quasi tutti i suoi compagni) poi la prigionia in Lager tedesco e le lascio immaginare. Comunque le segnalo il sito http://www.cuneense.it ove alla sezione “immagini” potrà trovare alcune delle foto che ho inviato del Borgo e magari tra quei visi …
saluti cordiali
Cerco notizie di un mio zio disperso in Russia; autiere Chiarabelli Ugo nato a Copparo(FE) il 10-51920IX Compagnia IV Centro automobilistico Div, Tridentina (BZ)
Allora.CHIARABELLI Ugo risulta morto (probabilmente in Prigionia il 18/03/1943 in un Lager Russo ).Dovresti chiedere Copia del Foglio matricolare al Centro Documentale competenete e poi fare una Richiesta ai Memoriali Russi vedi in questa stessa pagina in alto a Sinstra.Maurizio
Ho visto per su un programma della Rai che stanno venendop alla luce molte fosse comuni anche mappate sui dispersi in Russia durante la seconda guerra mondiale. Il tono dell’articolo era che bisogna fare presto per ritrovare i dispersi perchè i pochi superstiti che furono testimoni dell’epoca stanno scomparendo.
Mia madre ha perso suo fratello in Russia (mio zio). Si chiamava Natalino Basso, nato a Premariacco (UD) il 31/07/1922.
Tutto quello che sappiamo è che forse era della Divisione Julia e secondo i dati del Ministero della Difesa egli è deceduto 09/04/1943 a Pinjug (o Pinyug).
Ci piacerebbe se è possibile almeno recuperare le piastrine di riconoscimento per consegnarle alle sorelle ancora esistenti che per tanti anni lo hanno pianto.
Grazie di cuore.
Allora.Per il Piastrino NON credo si trovi a meno che non lo abbia perso quando lo hanno catturato .Comunque dovresti chiedere la Copia del Foglio Matricolare ed anche la Croce al Merito di Guerra per le Sorelle al Centro Documentale competente.Maurizio
oggi ho ricevuto la risposta da onorcaduti, ci hanno messo 2 settimane (mi aspettavo molta piu’ attesa) e….ho pianto, pianto molto perchè non hanno saputo dirmi di piu’ di quello che c’era scritto sul foglio matricolare ossia nulla. sono scoraggiata, non posso credere che un uomo possa scomparire così, senza lasciare alcuna traccia ma purtroppo è la sorte toccata a molti. che schifo…avevo promesso a mia nonna che avrei cercato di trovare qualcosa su suo fratello e invece ho solo un pugno di mosche in mano, è come se fosse morto una seconda volta. lo so che questi uomini e ragazzi che sono dispersi in russia vivono nel cuore di coloro che non li hanno dimenticati, ma sarebbe stato bello poter dare a mia nonna qualcosa di piu’ concreto di un semplice è sparito il 1° dicembre del 42! in fondo speravo che essendo scomparso prima della ritirata potessero esserci piu’ notizie al riguardo. scusate lo sfogo ma sono davvero molto delusa dalle ricerche finite nel nulla che ho effettuato!
Ciao Erry, se lo hai promesso a tua nonna, non ti devi scoraggiare. Questo tuo parente non è morto una seconda volta. Ma è rinato una seconda volta, attraverso il tuo impegno volto alla sua ricerca.. Sono passato anch’io attraverso queste delusioni. Anch’io avevo promesso a mia nonna Maria che avrei cercato mio zio Antonio. Non ho trovato niente di più di quello che hai trovato tu. Ma non mi sono arreso. Semplicemente mi sono accontentato di sapere di più sulla sua unità; ho parlato con i reduci del suo battaglione, so cosa hanno fatto. In una parola ho ricostruito con pazienza la storia della sua unità, che poi è stata la storia di mio Zio negli ultimi mesi della sua giovane esistenza. Queste ricerche mi hanno condotto nella zona del Don ed ho scoperto un mondo, per me, nuovo. C’è sempre una porticina, magari piccola, che può aprirsi e farci conoscere qualcosa. Il sentiero per arrivare a quella porta è in salita, ma, con calma, lo si può percorrere.
grazie per le belle parole, sto cercando ancora, non mi arrendo. anche perchè non lo faccio piu’ solo per mia nonna…lo faccio anche per me! ho rintracciato un reduce che era suo amico ma purtroppo non ha saputo dirmi nulla del periodo della guerra perchè lui era nella tridentina mentre mio zio nella torino e non si sono mai visti in russia. questo signore lucidissimo e molto disponibile è il nonno di una mia amica e sono andata con lei a trovarlo….erano tanti anni probabilmente che non raccontava piu’ le vicende della campagna in russia e si è messo a parlare, scavando nei suoi ricordi e io, dopo mezzora dicevo alla mia amica “andiamo, non fa nulla, non è necessario che rivanghi tutto questo per me”! mi sentivo male a sentir raccontare quelle cose, ho letto tanto sull’argomento ma finchè lo leggi anche se sai che è vero è una cosa, sentirselo raccontare da una una persona in carne e ossa, guardandola negli occhi è un emozione assurda.eravamo in giardino e a colloquio finito mi ha congedato dicendomi : “sai, non so se sia un problema di circolazione ma sono 69 anni che ho freddo ai piedi…un freddo che non passa mai e forse è meglio che adesso io risalga in casa; vado a mettermi un altro paio di calze” è stata una giornata che non dimenticherò mai che mi ha lasciato dentro tante emozioni contrastanti,la felicità di sapere che mio zio era un burlone, uno simpatico che rideva sempre e che quando erano ragazzi era sempre uno spasso stare con lui, scherzava sempre ed era un buon amico, un profondo dolore per quello che questi uomini hanno vissuto ed una pena infinita per un uomo che a detta di sua nipote, non ha mai piu’ sognato ma solo avuto incubi per tutta la vita.
p.s. anche mio zio si chiamava Antonio
A Graziano ed Erry: anche mia nonna si chiamava Maria e suo figlio (mio zio) mai ritrovato ma tenuto sempre nel cuore, si chiamava Antonio, ed era nella divisione Torino.
Che strane e belle coincidenze la vita.
Grazie dell’emozione
Maria
Mi rivolgo a tutti: ho aperto per caso questo sito e ho letto le Vostre richieste. Probabilmente lo sapete già ma le Vostre domande potrebbero trovare una risposta alla banca dati dell’UNIRR (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) che si trova a Cargnacco (UD) presso il Tempio/Sacrario Nazionale dei Caduti in Russia tel. 0432-561649. Probabilmente troverete il Dott. Casale Vice Presidente dell’Associazione. Il Sacrario di Cargnacco ha anche un sito. Nella Cripta del Tempio sono sepolti i resti conosciuti e non, di circa 8.200 caduti in Russia.
Con un po’ di fortuna potrete, non dico trovare il Vostro caro, ma quantomeno conoscere il lager dove è morto il vostro congiunto e la data presunta della morte. Di solito le sepolture sono in prossimità dei lager anche se quasi tutte distrutte.
Il Sacrario è molto bello e si deve ad un Cappellano militare, Don Carlo Caneva che è stato prigioniero e lo ha fatto edificare dopo il suo rientro.
Spero che queste mie informazioni possano aiutare qualcuno. Anche mio padre ha fatto la prigionia in Russia e quindi Vi capisco.
Girolamo Carnevale, autore/curatore di “Dimenticati all’inferno – Un Carabiniere nei lager sovietici 1942-1946″, Mursia, MI,2009.
Per ulteriori informazioni mi potrete contattare a questa e-mail: giroadry@libero .it
Invio una delle poesie di Nelson Cenci, Medico, Alpino comandante di plotone della 55^ compagnia del Vestone, classe 1919. M.A.V.M. sul Fronte Russo.
Ultimamente ti ho sentito spesso dire, con amarezza ” chi si ricorderà di noi, della nostra storia, di tante giovani vite scomparse per sempre “. Caro Nelson, siamo qua; ricordiamo e ricorderemo tutti i ” Giuanin ” di questa tremenda storia, di questa tua storia.
” Vestù ” ancora !!!!. Fino alla fine. ” Vestù”.
La memoria del tuo Battaglione non muore!
On to bocia Alpin
A UN AMICO LASCIATO SUL DON
Non ti ritrovai oltre il fiume
di ghiaccio e di morte,
quella notte di luna,
senza voce di vento
ma con parlare sommesso
tra gli aridi cespugli
ad attendere ombre
per un cammino di speranza.
Non ti vidi sulle piste segnate da croci
nel fragore d’armi e di grida,
dove tempo non v’era
per la pietà e il dolore.
Di questi lontani giorni
perduta è in altri ogni memoria
e sepolte sono le remote ansie.
Ma in questo mutare di cieli
io ascolto il buio
con stelle d’inverno a segnare le notti
e nei sogni dell’alba,
in questi risvegli di sole,
dopo lunghi silenzi ora ti ritrovo nel nostro verde vivere.
Non con la pioggia che batte sui vetri
lacrime di addio
ma con l’azzurro di giovani vite
a salutare il giorno.
Non più mani gonfie di gelo,
volto scavato di fame,
occhi perduti nel vuoto.
Non più scarponi di ghiaccio
a trascinare per strade di neve
il grande desiderio di morte
con l’acuto ricordo di giovani vite
perdute a rattristare il cuore.
Anche se il tempo oscura i ricordi
e qualcosa ogni giorno muore,
sotto queste foglie d’autunno
che coprono nella scavata terra
profumo di nuova erba e di fiori,
sempre viva resta la memoria
di Voi che abitate le notti.
Nelson Cenci
Solo chi ha sopportato le miserie e le angosce di una guerra, solo chi ne ha vissuto il dolore e le privazioni ed ha visto questa umanità sconvolta, indifesa, sperduta cercare disperatamente conforto, solo chi ha sofferto tutto questo, meglio di ogni altro può indicare quali siano le vie dell’altruismo, della fratellanza, della pacifica convivenza perché qualunque sia la fede, che ci guida, qualunque il pensiero, il volto, la stirpe dalla quale discendiamo, siamo, in questa microscopica parte dell’universo, accomunati in un unico, uguale destino.
NELSON CENCI, Prefazione a “Ritorno”
Salve! Anche io da qualche anno cerco notizie circa mio nonno:
Bersagliere Vincenzo Buffone 6° Reggimento 13° battaglione 5a Compagnia Posta Militare n. 40.
Risulta disperso dalla data 19 dicembre 1942 in combattimento sul fiume Don.
Grazie per la collaborazione.
Per Melissa.
Facci sapere se hai Copia del Foglio matricolare di tuo Nonno e se hanno dato ai Familiari la Croce al Merito di Guerra.Maurizio
Eccomi qua , dunque, caro Pino , rientrata da quel struggente viaggio “nel tempo”, verso la Madre Russia, e nelle sua sterminate steppe e pianure ondulate, dove pare proprio che il tempo si sia fermato. In questo mio “viaggio nella memoria” ho ripensato più volte al suo report , soprattutto mentre i miei piedi calpestavano le alte e intricate erbe ingiallite , che si piegavano al dolce vento autunnale, lì, a pochi passi dal Don. E in quel surreale silenzio , proprio degli spazi aperti e infiniti, dove a volte gli orizzonti sparivano in lontananza , sperdendosi fra nuvole basse , ho ritrovato la serenità della mia anima, da tempo in subbuglio : era necessario che io arrivassi lì, che lasciassi le mie impronte sui viottoli accidentati delle balke, dei sentieri quasi invisibili che si intravvedevano fra le alte erbe.
Era necessario che io avessi almeno l’illusione di ripercorrere le terre , in attesa della neve, che conservavano le migliaia di orme congelate nel tempo, come sono congelati i ricordi nel cuore di tutti noi, parenti d’eroi.
Ho rivisto quote, capisaldi, fosse comuni celate ai viandanti, ma conosciute dai semplici e umili abitanti delle isbe d’intorno. Ho cercato di cogliere , appoggiando con timore e rispetto i miei piedi su quelle distese erbose e abbandonate, ora eterne dimore, l’essenza profonda di chi poteva per sempre riposare lì sotto, quasi ad avvertirne la presenza spirituale.
Ed ecco che i miei occhi non tardavano ad inumidirsi, mentre le mie mani accarezzavano dolcemente gli arbusti, strappandone gli steli, semplici fiori di campo che sopravvivevano all’arsura, per portarli con me, quasi ad appropriarmi dell’essenza spirituale di quei corpi dimenticati , che ha dato loro nutrimento perenne.
Poi ,all’improvviso, il nastro argenteo del Don, placide acque, di cui non si intravvedeva la direzione del loro percorso, se non indovinando , osservando il tramonto del sole …..tanto erano placide.
E lì, sull’argine alto, fra le betulle ondeggianti, dove oltre il fiume spazia la foresta verso Werch Mamon, di cui si intravvedono, in lontananza ,spiccare i campanili , i ricordi si fanno vivi , e la memoria diventa realtà;
ricordi di parole di fogli ingialliti, di zio Enzo che scrive, in un’ultima lettera di dicembre 1942, quando , inconsapevole dell’attacco imminente, che darà inizio alla disfatta totale, proveniente proprio da lì, dove io ora sto guardando, lui descriverà ciò che lo circonda, che incredibilmente appare davanti ai miei occhi velati….:
l’argine scosceso, dove lui di sentinella, trascorreva le sue notti , ben attento a che “non passi qualcheduno”….(parole sue) ; il rifugio sottoterra, dove i “topi mi mangiano i calzini”…..e dove ora c’è un cippo a ricordare solo coloro che la Madre Russia riconosce come figli. E’ lì , in quell’esatto luogo, che Wassili Prokatov, diciassettenne eroe russo, aprì col suo coraggio lo spiraglio della grande controffensiva;
proprio lì, dove zio Enzo , fra un turno e l’altro, e col candore dei suoi vent’anni , nella penombra del rifugio , riscaldato da una stufa arrugginita, alla fioca luce di una candela , faceva sapere a me, dopo 70 anni, che vedeva i campanili oltre la boscaglia, gli stessi che scorgo ora io, in lontananza.
Solo che io faccio fatica a vederli , ho gli occhi appannati…forse sarà la luce che filtra fra le foglie ingiallite delle betulle ; forse sarà l’umido di quelle acque stagnanti , che sale fino a qui, sul poggio, …… o forse sono solo gli aliti dei fantasmi del passato , nascosti dietro gli esili tronchi , fantasmi di anime perse, di giovani eroi, che vagano indisturbati nei luoghi a loro assegnati dal destino.
Forse li avverto, basta fare silenzio, e porgere l’orecchio, e identificare fra il fruscio delle foglie, flebili richiami , mentre i miei piedi calpestano i granelli di polvere , che hanno assorbito i loro corpi e spiriti.
Mentre zio Enzo , ancora scrive ;” se continua così, è da signori…. poi ci sarà il cambio, basta arrivare a primavera ..”
Ma era solo dicembre, e la primavera era troppo lontana……..e non ha trovato la strada per giungere fin qui.
Addio Enzo, ti sei perso in un mare di ghiaccio, gelido protettore di un mare d’erba, infinita ultima dimora di quanti non tornarono. Come te, caro ragazzo, fratello di mio padre, mai conosciuto, ma da sempre amato, quasi che la voce del sangue abbia reclamato i suoi diritti : mi hai gettato il filo , per giungere fino a te, ed io l’ho seguito, assecondato, attraverso i decenni, le ali del tempo mi hanno condotto fino a te , attraverso la strada del cuore.
Ed io ti ho ritrovato, ne sono sicura:
eri lì, nel vento, nelle foglie , nei fili d’erba piegati dal sole;
eri nell’aria che respiravo,negli abbracci delle babuske che mi avvolgevano, nei loro sorrisi e pianti, nelle loro parole incomprensibili, ma sussurrate da labbra consunte;
nelle loro mani nodose, molte delle quali hanno conservato il profumo dei vostri corpi insepolti, a cui hanno donato il conforto di una pietosa sepoltura.
E soprattutto ho ritrovato la pace, la serenità interiore che da tempo mi mancava, in attesa d’incontrarti.
O forse è stata solo un’illusione, bellissima, quella di donare alla tua breve vita l’ultimo saluto d’amore, che ti è mancato.
Non è forse vero, che l’amore supera il tempo……
ciao, Pino, un saluto da…Enzo.
Buongiorno,
ho sempre vissuto, fin da piccola, con la speranza di ricevere notizie in merito al mio fantomatico prozio dispero in Russia nel dicembre del ’42…. finalmente ho trovato dei siti internet in cui si parla di questi dispersi e addirittura si cerca documentazione relativa…. CHI PUO’ AIUTARMI a trovare notizie riguardo al SERGENTE TESTA PIERANTONIO nato il 5.07.1914 a Fiorano al Serio (BG)? Le ultime lettere ricevute sono datate dicembre 1942, poi secondo i racconti dei reduci, durante la ritirata è stato catturato e portato via. Da quell’episodio il Ministero della Difesa lo ha dichiarato DISPERSO.
Se qualcuno mi potesse aiutare ne sarei veramente grata!
Manuela
Per Manuela Testa.
Allora.Se non lo hai richiedi la Copia del Foglio Matricolare e la Croce al Merito di Guerra per Pierantonio al CEDOC-Via Callegari 1-25121 BRESCIA Tel.030-3750590 che è competente anche per i nati della provincia di Bergamo.Usa come facsimile la mia risposta in Aperti i primi Archivi a Maria Rosaria Curcio del 13 Luglio.Comunque risulta nominativo uguale ma dati anagrafici DIVERSI Testa Pierantonio nato a Cazzaniga il 07/07/1914.Telefona PRIMA al Cedoc e poi fai la Domanda scritta.Facci sapere se serve altro.Tuo prozio doveva essere probabilmente con le Divisioni di Fanteria e NON con Alpini.Ma vedremo poi dai Documenti che ti mandano.Ciao .Maurizio
Mi scuso per il fuori-argomento, ma poichè ritengo che coloro che si dedicano ai temi qui discussi formino una piccola comunità, mi sembra bello condividere con essa un momento in cui parlare anche di vivi e quindi annuncio a tutti che oggi è venuta al mondo la mia seconda figlia.
Allora, auguri al neo bis-papà…(beato fra le donne…) e benvenuta fra noi alla piccola , dolce frutto autunnale, che porta un raggio di sole , in queste pagine dedicate ai nostri ingialliti pensieri, quasi a ricordarci che, nonostante tutto, il tempo scorre e rinnova i suoi figli….
A Pierantonio ,
congratulazioni a te e a tua moglie , auguro a te a tutta la tua famiglia e alla piccola nuova venuta , un mondo di bene e tanta , tanta felicità .
Sergio
Un caro saluto a Pierantonio e Famiglia tutta.E proprio ieri sera stavo pensando a te…!!.Poichè il caso NON esiste anche l’arrivo di questa “nuova” Individualità incarnata conferma,da come la penso io,che la Nascita e la Morte non sono altro che dei momenti di passaggio da un “cosiddetto aldilà ” ad un “cosiddetto aldiquà” e rientrano in quel meraviglioso Grande Piano della Vita che altro non è che la Manifestazione dell’Amore cioè di Dio che comprende Tutto l’esistente ed E’ la sola ed unica Realtà.Questo significa che anche i “cosiddetti Morti” in realtà NON sono nel Nulla ma sono sempre collegati al Tutto di cui fanno parte ,come noi,da sempre e per sempre.
Maurizio
…grande Maurizio !!!
Grazie a tutti, ragazzi! Avete capito perfettamente il senso del mio annuncio. La vita continua e la memoria ha bisogno delle nuove generazioni cui essere tramandata.
Stò cercando informazioni sull’ 82° rgt.fanteria divisione TORINO , in particolare informazioni riguardanti il II° battaglione . Mi interesserebbero iformazioni sulla dislocazione e a quali operazioni ha partecipato nel Dicembre 1942 ,
se qualcuno ha avuto un famigliare appartenuto a questo reparto o se qualcuno è a conoscenza dei dati da me richiesti e mi pùò fornire informazioni utili gli sarei molto grato .
Grazie
Sergio
Un caro saluto a tutti i frequentatori di questo blog.
Sono anch’io alla ricerca del fratello di mio padre, ten.Francesco Caruso (btg. Sciatori Monte Cervino), disperso (morto?) a Rossosch proprio il giorno del cedimento del fronte (16.01.43). Ho contattato alcuni giorni fa il simpaticissimo Valerio del Gruppo Alpini di Arcore. Mi ha detto che in novembre si terrà un importante raduno da quelle parti e ci saranno anche dei reduci . Mi riprometto di andare anch’io (forte del fatto che sono un alpino anch’io..).
Ne avete notizia anche voi?
Nel frattempo continuo a lanciare il mio messaggio disperato: avete notizie di Cometti Giovanni , alpino dello stesso btg (ufficialmente rimpatriato)? Lui era l’attendente di mio zio… fate che io lo possa incontrare ed abbracciare !! o almeno conoscerne i parenti. Potremmo anche vedere insieme delle foto che penso siano del fronte….
Francesco
auguri Pierantonio…in enorme ritardo ma tanti tanti tantissimi auguri e benvenuta alla piccola
buongioro maurizio
sono finalmente riuscita a recuperare il foglio matricolare di mio zio Bruno Brigo. Ecco le informazioni che ho trovato: nato il 12 luglio 1922 a venezia, matricola n. 8316, partecipa alle operazioni di guerra con il 287° battaglione fanteria vicenza. viene ritenuto disperso nella terza decade di gennaio 1943. Mi stavo chiedendo dove trovare maggiori informazioni sulla ritirata del suo battaglione e dove recuperare il foglio di irreperibilità. Ha i riferimenti del sito dei “memoriali militari” russi per capire se è morto in battaglia o se è stato fatto prigioniero? ho visto che molti del suo battaglione sono finiti a tambov. grazie mille. sabrina
Per Sabrina Brigo.
Allora.BRAVA per aver continuato.Non fermarti.Dimmi se il Foglio Matricolare lo hai avuto dall’Archivio di Stato o dal CEDOC.Poi era del 278°REGGIMENTO non Battaglione.Fai sapere se hai la Croce al Merito di Guerra.Poi per ulteriori notizie SCRIVI Inon solo telefonata) una Richiesta di avere Copia di TUTTI i Documenti riguardanti tuo zio Bruno a PREVIMIL- III° Reparto-10^ Divisione-Sezione Albo d’Oro-Viale dell’Esercito 186-00143 ROMA Tel.06-517051008 e chiedi (Verbale Irreperibilità,Dichiarazioni dei Commilitoni,dell’Ufficiale del Reparto ecc) e se ti indicano anche a quale BATTAGLIONE apparteneva (se I°-II°-III°).
Alcuni titoli dei libri che trattano della Divisione Vicenza li trovi sul sito di Segato http://www.Pontieri e scrivi anche al sito Divisione Vicenza dell’amica Silvia FALCA li trovi in questa stessa pagina in alto sulla Destra sotto Blogroll.Al sito dei Russi scrivi dopo avere trovato il maggior numero di Informazioni .Maurizio
Ciao Maurizio
non ti so dire la gioia di trovare queste prime informazioni! Il foglio matricolare l’ho ricevuto dal Cedoc di padova (grazie ad un prezioso suggerimento di silvia falca), Non abbiamo croce al merito di guerra. Parto in quinta con la richiesta all’albo d’oro (solo una precisazione: prime richieste di info mandate all’urp di previmil, mi consigliano di mettermi in contatto sempre con l’albo d’oro ma con questi riferimenti: PREVIMIL 4° REPARTO 13° DIVISIONE ALBO D’ORO VIA SFORZA 4/B 00184 ROMA LA E-MAIL E’ LA SEGUENTE r3d10cs@Previmil.difesa.it).
Grazie mille per il supporto. Un abbraccio per il tuo grande aiuto
Sabrina
Per Sabrina Brigo.
Allora.Tuo Papà potrebbe Richiedere al CEDOC di Padova la Concessione della Croce al Merito di Guerra e che vengano trascritte sul Foglio Matricolare anche le Campagne di Guerra e la Concessione ,con trascrizione sul Foglio Matricolare ,anche della Medaglia Commemorativa 19401943.Se vuoi puoi comperale in un Negozio di Articoli Militari.Comunque il CEDOC dovrebbe darti lui,per posta, la Croce al Merito di Guerra dopo la Domanda mentre la Medaglia Commemorativa non è tenuto a dartela ma solo a trascriverla sul Foglio Matricolare.Quest’ultima ,una volta concessa la puoi comperare e indossarla nelle Cerimonie assieme alla Croce al Merito.
Per Albo d’Oro pensavo che si fossero trasferiti da Via Sforza ma si vede che sono ancora lì se URP di Previmil ti ha detto questo.Richiedi PER SCRITTO (mi raccomando sai la Burocrazia ..!)di avere Copia del Verbale di Irreperibilità,di Dichiarazioni di Commilitoni o dell’Ufficiale del reparto se esistenti ed OGNI ALTRO DOCUMENTO che riguardi tuo zio Bruno.Fai fare la Richiesta dal tuo Papà e digli,da parte di TUTTI noi,che la sua Gioia è anche la nostra !!
I Sentimenti,le Emozioni ,i Pensieri e simili non sono merce in vendita ma riguardano l’Intimo cioè l’ESSERE delle Persone !!
Ciao a te e Famiglia.Maurizio
Grazie!!! Sto contattando cedoc e previmil. Appena ho notizie ci sentiamo. grazie ancora
))))
Oggi su Il Mattino di Padova e sulle altre testate venete del gruppo L’Espresso, è stato pubblicato l’articolo di Barbara Codogno: “I pontieri in Russia, al fronte senza sparare a nessuno”.
Il link ad una immagine dell’articolo è il seguente:
https://picasaweb.google.com/lh/photo/lUVIkuioookD5QYRCemtd007IwLc7YxLL8KLZkGIHkY?feat=directlink
L’articolo riporta una mia intervista e parla dell’esperienza di mio padre come pontiere e delle motivazioni che mi hanno spinto a dar vita al sito web http://www.pontieri.it.
Un sentito ringraziamento alla giornalista per come ha saputo raccontare fatti e sentimenti.
Per Maurizio. Oggi per me é stata una giornata speciale. Ho passato due ore al cedoc di Padova a visionare tutti i documenti in loro possesso di mio zio Bruno. Ho scovato due verbali di irreperibilità, uno del 15 agosto 43 e uno del 16 febbraio del 45. L unica informazione aggiuntiva che ho trovato é che faceva parte della compagnia Cannoni del 278 regg.to fanteria divisione vicenza. Poi sono stata rapita da decine di documenti che andavano dallo stato famiglia alle richieste per l indennità di guerra ad un documento dell opera balilla che attestava che era stato addetto all armeria nel 1942… Un tuffo nel passato emozionante. Con l occasione ho ricevuto la croce al merito alla memoria e la possibilità anche di fregiarsi della medaglia commemorativa della guerra. Una gioia immensa per mio papà, vice presidente dell associazione carabinieri in congedo di Venezia.
Adesso attendo news dall albo d’oro, vediamo se emerge qualcos’altro.
Ps in questi giorni stanno uscendo 5 volumi dedicati alla campagna di Russia realizzati da Gambarotto e Raffaelli allegati a dei quotidiani del triveneto (es. Nuova Venezia, messaggero veneto, il piccolo). Sono molto ricchi di documenti e foto e mi sembrano fatti molto bene
Un caro saluto e spero a presto
Sabrina
Per Sabrina Brigo.
Sabrina cara da Dio !!Vedi che il Passato,il Presente (ed anche il Futuro ) in Realtà sono fusi in un TUTTO-UNO !!Puoi essere contenta dopo tanti anni ALMENO la Croce al Merito l’avete avuta ! Per il Reparto di Bruno allora è la Compagnia Cannoni d’accompagnamento Reggimentale del 278° (perchè esisteva anche la 256^ Compagnia Cannoni Controcarri DIVISIONALE oltre all’altra Compagnia Cannoni d’accompagnamenro del 277°Reggimento).
La Medaglia Commemorativa 1940-1943 è quella tonda con Nastrino a Righe Verde-Rosso verticali costa circa 15 euro tutto compreso in un Negozio di Articoli Militari la puoi comperare o via internet cercala.Un Salutone a Te e Tuo Papà in particolare ( e credo bene che è contento noi siamo Esseri Umani non Pezzi di muro !!Proviamo e viviamo quindi Sensazioni,Emozioni,Pensieri,Desideri ecc.!!).Poichè il CASO NON esiste sappi che il mio Papà era un Reduce del Fronte Russo con i Carabinieri …..!!Ciao a Tutti e due.E avvisa anche quelli del sito Divisione Vicenza.Maurizio
Caro Maurizio
la scorsa settimana sono andata a Roma per lavoro e così sono passata all’Albo d’Oro in via sforza. Gentilissimi, mi hanno messo a disposizione la documentazione dello zio che ho potuto visionare con calma alla ricerca di altre notizie. Ho trovato conferme a quanto giòà trovato al cedoc e anche un documento di fine anni 60 in cui si era chesto anche alla croce rossa internazionale di avere notizie dalla russia. Essenzialmente però niente di nuovo rispetto a quanto già sapevo.
A questo punto mi sembra di essere un po’ in una fase di stallo… ho recuperato il mitico libro di Scaccia sull’Armir (da brividi…) e sto attendendo i topi della steppa di sintoni (che faceva parte della stessa compagnia dello zio).
Provo a contattare i russi per fare una ricerca anche sui loro archivi anche se sembra che lo zio non ci sia? (o magari esiste ma il suo nome non è stato tradotto correttamente?)
Cosa mi consigli?
Nel frattempo sono venuta a conoscenza che la Sezione Friulana dell’U.N.I.R.R. cura il Sacrario di Cargnacco presso il quale sono presenti in 24 volumi gli elenchi di tutti i caduti e dispersi della campagna e mi sto mettendo in contatto anche con loro. Magari ci faccio un salto prima di Natale per ricordare il mio povero zio e i suoi compagni
Un abbraccio
Sabrina
Per Sabrina Brigo.
Allora.Potresti scrivere ai Memoriali russi con lettera SCRITTA però per avere notizie tieni presente che 1)Tuo zio deve essere stato preso come Prigioniero perchè,se è morto in combatimento oppure durante le marcie del Davai NON gli risulterà.2)Potrebbe essere tra quelli ancora da translitterare e allora sarà difficile o impossibile che lo trovino perchè da quel che ho capito,guardano sulla copia che hanno dei Tabulati(uguale alla nostra che ci diedero dopo il 1991).Bisognerebbe invece poter controllare tutti i numeri dei Fascicoli,che sono da altra parte,non ai Memoriali, per vedere se un cognome di quelli ancora da translitterare si avvicina a quello di tuo zio.Comunque scrivi ,al masssimo ti diranno che non l’hano trovato.Saluti a te e tuo Papà.Vai a vedere a Cargnacco anche se il Museo attualmente non è agibile ,speriamo che per Settembre prossimo sia riaperto.Auguri anticipati per il Natale.Ciao Maurizio .
Buonasera, sto cercando notizie su mio nonno Carosi Lamberto, maresciallo Alpino divisione julia ,credo battaglione aquila, dichiarato morto e disperso nel gennaio del 43.
Grazie
Per Maria Grazia.
Facci sapere se come Familiari avete avuto la Croce al Merito di Guerra e la Medaglia Commemorativa 1940-1943 ,se mancanti le puoi richiedere.Ciao Maurizio
Nome: LAMBERTO
Cognome: CAROSI
Data di Nascita: 1/11/1905
Luogo di Nascita: BORGOROSE
Luogo Sepoltura: Sconosciuto
Data Decesso: 23/1/1943
Luogo Decesso: RUSSIA
Egr. Sig. Maria Grazia, questi sono i dati desunti dal database del Min. della Difesa.
Per sapere qualcosa di più si rivolga all’archivio di stato della sua città; chieda il foglio matricolare ed i documenti relativi a suo nonno. Per tale richiesta servono solo nome cognome e data di nascita. Potrà ricostruire il percorso militare del suo congiunto.
Scriva ad Onorcaduti, chiedendo i documenti in loro possesso.
Tenga presente che la data di decesso, in realtà potrebbe essere data di irreperibilità. In questo caso dovrebbe ricevere da Onorcaduti, la copia del certificato di irreperibilità, emesso dal comando dell’unità di appartenenza di suo nonno. In questo certificato viene riportato l’ultimo fatto d’armi al quale era sicuramente presente suo nonno. Tale notizia la troverà anche nel foglio matricolare
Il 23 Gennaio a Nikolajewka avvenne uno scontro con i Russi. Era pomeriggio inoltrato, era buio, s’era a trenta gradi sottozero. ed imperversava una bufera di neve.
La colonna era composta dal Q.G. della Julia, da parte del XXX Btg. Guastatori Alpini, dalla Cuneense, da quote della Div. Vicenza.Suo nonno potrebbe essere scomparso in questa zona. N.B. Questa Nikolaiewka è a sud-ovest di Sheljakino. Non è la Nikolajewka dove il 26 Gennaio avvenne la battaglia famosa ricordata da Mario Rigoni Stern nelle sue opere.
Le segnalo un libro del quale le consiglio caldamente la lettura. ” La fame dei vinti ” di Venturini Luigi, Sergente del terzo Battaglione Misto genio per Div. Alpina Julia, tuttora vivente. Leggendolo capirà profondamente cosa deve avere vissuto in quei giorni, suo nonno
Spero di esserLe stato utile.
A presto.
Graziano
Quando ricevette la gavetta col corredo militare, Manlio capì di essere stato assegnato agli Alpini. La gavetta degli Alpini, infatti, era molto più capiente di quelle degli altri corpi del Regio Esercito. Scrisse la sua storia di Reduce e di prigioniero, in ” Russia 1943 “. Manlio partì per la Russia nel Febbraio del 1941 e rientro’ nel Luglio del 1946. Ci sono due punti, uno all’inizio, l’altro quasi alla fine del libro, che, uniti,descrivono tutto questo tragico periodo. Quasi una poesia, nel dolce dialetto friulano. E quando le leggo mi viene la pelle d’oca. Poche parole che dicono tutto sulla guerra.
” Alpin, jo mame!”
” Puar tu, fil!
Ce puar che tu sés ! ”
” O ai di miò dome la piel, Mari ”
” No tu as plui i toi voi! ”
” I miei voi e an viodùt masse brutis robis”
Traduco: a pag.11 Manlio comunica alla madre di essere Alpino
” lo annunciai a mia Madre con la frase tradizionale e nella mia voce vibrava una nota di consapevole fierezza:
” Alpin, jo Mame !
” Alpino, Madre ! ”
Mia madre mi guardò con uno sguardo pieno di commiserevole ma anche orgoglioso affetto:
” Puar tu, fil ! ” Povero te, figlio ! “.
Il nostro Manlio partì per il fronte russo nel febbraio 1941. Seguirono 5 anni di guerra e prigionia. Era la mezzanotte del 7 Luglio 1946 quando Manlio, finalmente libero ed in Italia, arrivo’ ad Udine. Pioveva. Scende dal treno. ( pag. 171 )
” Davanti a me, disposta a semicerchio, c’era una folla enorme in attesa; al centro del semicerchio la donna che era svenuta: mia madre. Le corsi incontro e la sorressi tra le braccia, poi venne mio padre. Piangevano col viso nascosto sulle mie spalle. Restammoa lungo così, fermi, in mezzo alla folla muta, che ci guardava.
” Ce puar che tu sés ! ” Come sei povero”
” O ai di miò dome sol la piel, Mari ” Ho di mio solo la pelle, Madre ”
” No tu as plui i toi voi ! ” Non hai più i tuoi occhi ! ” ” I miei voi e an viodùt masse brutis robis ” I miei occhi hanno visto troppe brutte cose ”
Manlio Francesconi ” Russia 1943 ” ed.Studio Tesi ed. 1983
Da una cartolina dal fronte Russo andata perduta, purtroppo:
Cara Mamma e Caro Papà, amati fratelli. State certi che tornerò.
Anche se non sono più quel ragazzo spensierato che conoscevate. Quello è morto per sempre ad Udine, quando sono salito sulla tradotta. Tornerò. Ho visto tante cose che ora non posso raccontare.
Ma l’amore verso di voi, verso la casa e la nostra vigna è tanto cresciuto.
Non preoccupatevi. Qui fa freddo. Ma è tutto tranquillo.
Tornerò.
Vi bacio tutti.
Vostro Franco.
bellissimo frammento di vita……grazie Graziano
Oggi, 22 dicembre 2011 ricorrono i 69 anni dall’ingresso della colonna del blocco nord nell’abitato di Arbusow (o Arbuzovka o Garbusow o Garbusowski) dove rimasero intrappolati dai russi che li aspettavano sulle colline circostanti. Circa 15.000 soldati italiani rimasero sul campo durante tre giorni di combattimento.
Fu una delle battaglie più cruente della seconda guerra mondiale e sicuramente una delle meno note.
Dedico queste poche righe per ricordare quei soldati che sono morti.
Tra i 4.000 che riuscirono a superare il blocco fortunatamente c’era anche mio padre.
Per chi volesse sapere qualcosa sull’episodio riporto il seguente link:
http://www.pontieri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=116%3Aarbuzovka-laltra-nikolaevka&catid=49%3Astoria-della-campagna-di-russia&Itemid=88
Onore e rispetto a tuo padre!! …a a tutti coloro che.in queste ore, immolarono la loro giovane vita…è vero, qualche istituzione dovrebbe porre attenzione anche a questo triste giorno…perchè non lo proponiamo all’UNIRR ?
Carissimi
con le feste di natale ci stiamo avvicinando ai momenti più duri e sofferti dei nostri zii, padri, nonni che erano sul Don.
Li ricordiamo come se quei 69 anni non fossero mai passati, come se ricordandoli potessimo essere vicini alle loro anime rimaste in quelle terre.
Grazie a tutti quelli che mantengono vivo il ricordo e fanno rivivere i nomi dei tanti dimenticati.
Sabrina
Auguro a tutti un sereno Natale e che possiate trascorrerlo assieme ai vostri cari, sia a quelli che saranno nelle vostre case, sia a quelli che portate nei vostri cuori.
GRAZIE Pierantonio…tutti aspettiamo Babbo Natale….auguri a te di nuovo…
Quando la neve scende con le sue ampie e lente volute o quando, spazzata dal vento, fioccheggia di traverso contro la luce dei lampioni di sera, mi viene spontaneo pensare a quello che successe, tanti anni fa, su quella neve insanguinata, dove tanti giovani, nostri congiunti, persero la loro vita ed i loro sogni, risucchiati da quella follia che fu la campagna di Russia.
Ed allora mi è venuta voglia di salutare gli amici del blog ed il nuovo anno con alcuni stralci tratti dal “Sergente nella neve”. pg 44 ed. Einaudi
” Premetti il grilletto e sparai tutto un caricatore; ne sparai un altro e piangevo mentre sparavo……….Incominciava a nevicare. Piangevo senza sapere che piangevo………” Il plotone di Rigoni stava abbandonando il Don per iniziare la ritirata ” Nella mia tana, inchiodato ad un palo, RIMANEVA IL PRESEPIO IN RILIEVO CHE MI AVEVA MANDATO LA RAGAZZA PER IL GIORNO DI NATALE .”……………pg.46 ” Si camminava uno dietro l’altro con la testa bassa……..si sudava ma bastava fermarsi un attimo per tremare dal freddo. Ed era molto freddo…….Ora mi butto nella neve e non mi alzo più, è finita…….” .pg.96 ” Rigoni alzati” gli dice il Ten, Moscioni dandogli due piccole pastiglie. ” Cenci mi da una sigaretta e fumiamo – Dì Rigoni, che desidereresti adesso? -Sorrido, sorridono anche loro. La sanno la risposta perchè altre volte l’ho detta camminando nella notte.- Entrare in una casa, in una casa come le nostre, spogliarmi nudo, senza scarpe, senza giberne, senza coperte sulla testa; fare un bagno e poi mettermi una camicia di lino, bere una tazza di caffè-latte e poi buttarmi in un letto, ma un letto vero con materassi e lenzuola e grande il letto e la stanza tiepida con un fuoco vivo e dormire, dormire e dormire ancora. Svegliarmi poi e sentire il suono delle campane e trovare una tavola imbandita: vino, pastasciutta, frutta; uva, ciliege, fichi e poi tornare a dormire e sentire una bella musica.- Cenci ride, Antonelli ride ed anche i miei compagni ridono. ”
Una piccola, grande lezione di vita. In effetti stasera, Capodanno 2011, noi tutti vivremo questo sogno, questa fortuna e forse senza accorgersene.
E stasera e domani la nostra tavola sarà imbandita e giustamente, saremo allegri, assonnati e ci racconteremo barzellette divertenti.
Buon anno a tutti gli amici ed un augurio perchè anche nel 2012 le nostre centomila gavette di ghiaccio, possano continuare a vivere ed a parlarci attraverso queste pagine.
Ciao
Graziano
Buon anno a tutti , i più vivi auguri di un sereno 2012 .
Anche se qui siamo al ” fronte russo ” vorrei ricordare, in questo inizio 2012, i caduti degli altri fronti.
In particolare i soldati della divisione Aqui,primi a resistere, armi in pugno, alla follia nazionalsocialista e che a Cefalonia furono trucidati dai tedeschi perchè « Decisero di non cedere le armi. Preferirono combattere e morire per la Patria. Tennero fede al loro giuramento…. », parole con le quali il Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, esordì il suo discorso per commemorare i caduti della Divisione Acqui, il 1° marzo 2001, alla presenza del Presidente della Repubblica ellenica e dei sopravvissuti ai tragici eventi radunati a Cefalonia 58 anni dopo. Ma voglio ricordare che furono novantamila i soldati italiani caduti, dopo l’8 Settembre, combattendo contro i tedeschi. Ed oltre seicentomila furono deportati perchè si rifiutarono di servire la dittatura Nazionalsocialista. Molto spesso la storia si è dimenticata di loro, volutamente per motivi di real politik. ( Vedi becero opportunismo politico ) e con la complicità di storici puiu’ o meno prezzolati.
Ed allora ricordiamoli noi con una poesia di un poeta Greco.
Bei ragazzi d’Italia,
del vostro sorriso avete fatto azzurra l’acqua dello Jonio,
sole, luce e vento etesio,
e della vostra giovinezza,
superficie di mare su cui si incisero
l’infrangibile parola Democrazia
e la perenne nascita dell’Odissea.
Voi foste il fuoco di Prometeo
ed il cantico degli umili e dei giusti.
Leali ragazzi del Mediterraneo,
la Grecia vi è riconoscente,
l’Italia vi è riconoscente,
l’Umanità vi è riconoscente,
Riposate in pace.
Taxiàrchis Zagganas
Grazie…Graziano, sono con te, non dobbiamo dimenticare MAI tutti i caduti italiani, di qualsiasi epoca, di qualsiasi battaglia o guerra….e trasmettere questa memoria infinita ai nostri figli e nipoti, affichè la perpetuino….
Il nostro rispetto, ricordo, ammirazione, struggimento per loro, non deve avere confini…Russia o Cefalonia, Africa o Francia……
Il nostro AMORE, per loro, eroi per sempre, non ha confini…..
Grazie a te Renza, per le tue parole che mi rendono e rendono contenti i nostri. Ovunque siano, voglio credere, ci stiano sorridendo.
Ciao!
Graziano
…io sarò un’irrazionale…o spiritualista (pur essendo molto pratica e razionale)…eppure ci ho sempre creduto a ciò che asserisci tu, Graziano….che “loro” ci stiano sorridendo, da qualche parte, o dietro le nostre spalle, e, perchè no ?, in qualche modo misterioso ci abbiano coinvolto , tutti d’accordo, per “portarci” verso di loro, attraverso segni e coincidenze sensoriali, e condurci verso …la verità.
Chissà, forse è giunto il momento , per loro, di raggiungere finalmente la pace……
Uno scopo essi l’hanno comunque raggiunto:
” Unire tutti noi , per uno stesso fine, convogliare in un’unica direzione le nostre attenzioni…
Accendere i nostri sentimenti sopiti , le nostre sensibilità nascoste dal progresso, dal raggiungimento del benessere e delle agiatezze sociali;
Portarci a soffrire per loro e con loro, provare attraverso i ricordi trasmessi , la sensazione di vivere attimo per attimo il loro tragici momenti , altrimenti dimenticati nella polvere del tempo.
“Loro” hanno fatto molto , se pur appartenenti alla terra… hanno smosso questa polvere , anche quella nei nostri cuori inariditi, quella dei nostri occhi portati a vedere in avanti, mai all’indietro.
“Loro”, che ci stanno sorridendo, hanno riunito i nostri cuori e i nostri pensieri…cuori di sconosciuti, di estranei , che combattono assieme e lottano assieme , sostenendosi a vicenda, nel raggiungimento della verità,
che ora battono all’unisono, come fratelli……
E non è già questo un “loro” miracolo?
Si, è un loro miracolo.
Ciao!!!
Salve ,cerco informazioni di mio zio De Guio Mario proveniente dall ‘ Altopiano dI Asiago e disperso in Russia durante la guerra. Grazie
Per Laretta89.
Allora.Risulta DE GUIO Mario nato il 11/09/1918 a GUARENE che è però in Provincia di CUNEO non zona Altopiano di Asiago !!Ultima data è 21/01/1943 probabilmente era degli Alpini.Facci sapere se hai Copia del Foglio Matricolare e se ai Familiari è stata data la CROCE al Merito di Guerra.Se mancanti si possono richiedere al CEDOC competente.Ciao Maurizio
ciao maurizio,scusa il tono confidenziale ma mi viene spontaneo,sono anni che cerco,stud-io,leggo anche testi dell’esercito per avere notizie di mio nonno Sergente ROSATI Francesco,della DIVISIONE TORINO,52°reggimento artiglieria,reparto comando,3°gruppo,posta militare 152R,nato il 01-01-1909 che risulta disperso, vorrei mantenere una promessa fatta…..vi sarei grato per qualsiasi notizia in merito.
Allora Ettore non hai niente da scusarti.Risulta sì Francesco ROSATI ma nato il 01/05/1909 a ROMA.Bisogna essere sicuri con i Dati anagrafici (il mese è Diverso) altrimenti la Burocrazia NON trova i Documenti.Facci sapere se hai Copia del Foglio Matricolare e della Croce al Merito di Guerra.Se mancanti si possono richiedere.Ultima data è mese di Dicembre 1942 erano lungo il Don e poi si sono spostati verso Arbuzovka -Certkovo.Ma Tutte le Artiglierie sono state abbandonate perchè è mancato il Carburante per i trattori di traino se mi ricordo.Puoi richiedere il Verbale di Irreperibilià all’Albo d’Oro a Roma e notizie ad Onorcaduti che dovrebbe avvisare i Familiari se avessero ritrovato il nominativo nei Tabulati datici dai Russi (dei Prigionieri Italiani),altrimenti significa che è morto nei Combattimenti o nelle Marce del Davai PRIMA di arrivare nei Lager Russi oltre il Don.Non ho mai sentito il numero Posta Militare 152R mentre esiste SOLO il 152 senza R.Altro per il momento non so.Maurizio
Ciao Maurizio,prima di tutto grazie infinite per la risposta,hai ragione ho sbagliato a scrivere la data di nascita di mio nonno,per la posta mia nonna ha sempre detto 152R,forse un errore…tuttavia l’ultima lettera ricevuta era datata 14-12-1942 e diceva di trovarsi nei pressi di una località forse Tula o Tuly non ho ben capito poi se è una regione o un paese. Mi farebbe piacere sapere se esiste qualche testo o racconto di superstiti della Div.Torino e,se non esagero la possibilità di rintracciare una copia del libro di Pino Scaccia,quello andato al macero per intenderci, a Roma è introvabile. Noi familiari non abbiamo ne copia del foglio matricolare e tantomeno la croce al merito,cosa dovremmo fare? Almeno qualcosa di Lui potremmo averla. Pagherei di persona per fare una spedizione di ricerca tanto mi appassiona la cosa. Vi ammiro per il forte e costante impegno verso tutti noi che siamo alla ricerca,forse di niente,ma per alcuni è stato il tarlo di una vita. Un ultima cosa,io da Onorcaduti sono stato 5 o 6 anni fa ovviamente senza novità,pensi che dovrei andare di nuovo? C’è stato un aggiornamento delle liste?
Ti ringrazio anticipatamente Ettore.
Per Ettore Canofari.
Allora,mandami una mail alla mia mail che è mcomunello@hotmail.it e ti spiego cosa fare.Ricordati che a Roma abbiamo una Sezione UNIRR.Unica località in zona era TALY ma direi fuori zona della Divisione Torino rispetto allo schieramento sul Don.Per libro di Scaccia guarda qui sotto a fondo pagina,oppure prova a mandare una mail a Pino Scaccia.Ci risentiamo in privato.Ciao Maurizio
Un saluto all’uomo prima che al giornalista Pino Scaccia e a tutti i curatori di questo sito. A Pino (spero mi consenta il tono confidenziale, ma mi creda dopo aver letto i post del sito, e mi creda li ho letti tutti, per me è come se ci conoscessimo da una vita, anche perché ho apprezzato i molti reportage di un giornalista “impegnato”) vorrei dire grazie per aver dato la possibilità a tanti italiani di ritrovare i resti mortali dei propri cari, con questa opera ventennale di ricerca dei caduti e dispersi in Russia, che io percepisco come se quasi fosse un atto dovuto da parte Sua. Anche l’autore di questo post ha uno zio (fratello di mio padre) disperso nella campagna d’Albania-Grecia e solo da alcuni mesi, grazie anche alle moderne tecniche informatiche, mi sono messo alla ricerca di notizie che mi potessero aiutare nel ritrovamento delle sue spoglie, io stesso non mi so spiegare il motivo ma qualcosa dentro di me, da un po di tempo mi diceva che lo dovevo fare e come Lei ha scritto in un suo passaggio ci resta poco tempo, sino a quando troveremo ancora in vita quei vecchi, testimoni sul posto della battaglia che ci possano ancora indicare i luoghi delle sepolture provvisorie dei nostri soldati. Comunque ora non vorrei togliere spazio a messaggi più importanti, sottolineo solo ancora una volta il grande coraggio che Lei ha avuto nel tributare ai nostri caduti ritrovati onore e gloria di una sepoltura Patria, non si arrenda mai e continui in questa opera di misericordia, anzi a tal proposito – se a Lei fa piacere – Le vorrei inviare una Mail al suo indirizzo di un mio pensiero che in questo momento mi stà balenando per la mente. La saluto affettuosamente, e grazie di tutto, Luigi.
Luigi, la aspetto. Con piacere.
Buonasera, sto cercando notizie di Rozza Francesco nato a S.Angelo Lodigiano nel 1915: era il papa’ di mio suocero.
Mi sono imbattuto per caso nel Vs sito e vorrei, se possibile, avere qualche informazione in piu’ al riguardo.
So che era stato internato nel campo di concentramento di Tambov.
Grazie per la disponibilita’, cordiali saluti
Fabrizio Ferrario
Per Fabrizio Ferraro.
Allora.Mandami una tua mail alla mia mail che è mcomunello@hotmail.it che ti spiego cosa richiedere.Aspetto.Maurizio
Confermo intanto quanto scritto dalla Renza Martini.Ieri purtroppo causa Maltempo ho avuto giornata impegnata (sono andato al Funerale del nostro Ultimo iscritto Reduce di Russia ma soprattutto REDUCE dalla PRIGIONIA in Russia.Catturato dal 18 Gennaio 1943 e rientrato il 23 Dicembre del 1945 ).
QUASI 3 ANNI nei Lager Russi !!! .
Non dico altro .Saluti a TUTTI quelli del Blog.Maurizio
..anche questo eroe se ne è andato pian piano….come foglie secche al vento…e questa volta è lui, il vento, lo stesso “siberiano” che l’ha raggiunto fin qui, quasi a volersi appropriare di ciò che è stato suo….a ricordargli i suoi vent’anni…
o forse l’ ha solo voluto “accompagnare” nell’ultimo viaggio ….
Fabrizio, sicuramente la parola ai più esperti……Pino Scaccia e Maurizio Comunello….nell’attesa di un loro approfondimento, Rozza Francesco nato il 18 aprile 1915 a Sant.Angelo Lodigiano , dalla Banca dati , risulta sepolto a Tambov, dove è morto il 18 marzo 1943…e quindi è lì, nella fossa comune…almeno sapete dov’è il corpo; siete fortunati, tanti di noi non avranno mai questo “regalo”, essendo i nostri cari dispersi “nel nulla”….Per quanto riguarda il ruolo e la divisione di appartenenza, se non ne sapete niente,dovreste leggerlo nel foglio matricolare da richiedere al Cedoc, del paese o provincia di appartenenza di Francesco…comunque Pino e Maurizio suddetti ,senz’altro ti spiegheranno tutta la trafila, per ottenere, se non l’avete ancora richiesta, tutta la documentazione e la croce al merito di guerra.
Un caro saluto, benvenuto nell’esercito ” dei nipoti”….
Grazie Renza, grazie Maurizio:ho letto soltanto questa sera le Vs risposte. Nei prossimi giorni mi mettero’ di nuovo in contatto con Voi .
Grazie ancora
un caro saluto
fabrizio
Come prima cosa vorrei fare un elogio ai componenti di questo blog per l’impegno preso ed al sig. Scaccia (ho letto i suoi libri sulle visite in Russia), e chiedo se posso avere un aiuto nella ricerca di mio zio: CANEGALLO ERNESTO nato il 29/2/1916 arruolato nel 38° rgt ftr Div. Ravenna I^ cp cannoni 37/42. Dal foglio matr. disperso il 22/1/1943 in ILJEWKA. Da racconti di mia madre forse fatto prigioniero sul fiume Don prima dello sfondamento effettuato dall’esercito russo. Ho già anche scritto a stiks ma ancora senza risposta. Trovo molti racconti da chi era tornato e libri ma poco sulla Div. Ravenna. Grazie anticipatamente ed un caro saluto.
Per Luigi.
Allora.La cità di ILJEWKA fu teatro di scontri tra la Div.RAVENNA ed i Russi proprio nei giorni da te citati di Gennaio 1943.Però trattasi di Localià situata ,diciamo così, lungo il corso del Fume DONEZ e NON del DON.E’ a circa 25 Km sulla Destra di VOROSCILOVGRAD per capirci distante un 4-5 Km dal corso del fiume sulla Sponda DESTRA.Facci sapere se come Familiari avete avuto la Croce al Merito di Guerra per Ernesto.Comunque la Compagnia Cannoni era quella da 47/32.Guarda nel Foglio Matricolare QUALE Numero ha tale Compagnia (3^-154^-oppure è quella di Accompagnamento REGGIMENTALE??).Facci sapere.Maurizio
Un saluto a tutti ed anche a te Pino, vorrei solo sapere se hai ricevuto la mia mail e se hai avuto tempo per leggerla, mi interesserebbe sentire un tuo pensiero in merito. ciao a presto, mia mail ice128@virgilio.it
Per Maurizio, ti ringrazio per l’interessamento, no non abbiamo avuto la Croce al Merito. Nel foglio matricolare e nel verbale di irreperibilità risulta: CANEGALLO ERNESTO 1^ Cp Cannoni 47/32 ( e non 37/42 come da me erroneamente indicato) del 38° Rgt.Fanteria Matr. n. 34822. Il racconto indicato mi viene riferito da mia madre che a sua volta l’ha ricevuto da mia nonna alla quale era stato raccontato da un commilitone alla fine del conflitto. Quindi senz’altro le date e i luoghi possono non essere precisi.
Luigi.
Per Luigi.
Allora se Tua Mamma è la sorella di Ernesto potrebbe fare la Domanda per richiedere la Croce al Merito di Guerra.Mandami una mail alla mia mail che trovi poco più sopra ( 7 commenti prima questo) e ti mando il facsimile della Domanda da fare e a quale CEDOC inviarla perchè a te come Nipote NON la danno.Maurizio
Questa testimonianza si potrebbe chiamare ” quando i miracoli si avverano “. Così Irina, bambina Ucraina dagli occhi di cielo, salvata da un Ufficiale medico della Julia, si trovò ad assistere, a distanza di decenni e senza saperlo, proprio quel vecchio Ufficiale, ormai al tramonto.
E dopo ditemi se la vita, con tutte le sue magagne e nonostante i politici, non sia meravigliosa.
Un tempo per nascere, un tempo per morire
di Livio Olivotto
Padola (BL)
Gennaio 1993. Non so per quale motivo, all’età di ottant’anni compiuti, ho deciso di fissare per iscritto i miei ricordi. Forse per un sentimento di riconoscenza nei confronti delle persone più care che mi hanno accompagnato nei momenti importanti della vita. O forse perché anche i più giovani possano conoscere vicende drammatiche dalle quali però è nata una nuova speranza di pace e amicizia. Comunque sia, dopo cinquant’anni è giusto che quegli avvenimenti di cui non ho mai parlato, tornino alla luce. “Dottor Umberto Arcari le conferisco la laurea in Medicina e Chirurgia, magna cum laude. Complimenti vivissimi”. Era il mese di luglio del 1936. Il rettore dell’Università di Padova, soddisfatto per l’esposizione della tesi, mi diede anche il tradizionale bacio accademico. Avevo ventiquattro anni ed un curriculum scolastico davvero ottimo. L’anno seguente sostenni l’esame di stato per l’abilitazione alla professione e poi nel maggio del 1937 andai a Londra dove lo zio Luigi risiedeva da molti anni. Grazie alla sua amicizia con il rettore di Scienze Mediche all’Università di Oxford, sostenni un esame di ingresso che mi consentì di frequentare un importante corso di specializzazione durato due anni. Nel 1939 tornai in Italia e mi trasferii a Firenze per seguire il Corso Allievi Ufficiali Medici al quale ero stato assegnato su mia richiesta. Purtroppo in quel periodo aleggiavano molti presagi di guerra e assieme ai colleghi ci interrogavamo preoccupati sul nostro futuro. Quando nel giugno del 1940 l’Italia entrò nel conflitto, non mi sorprese l’assegnazione come tenente medico alla Divisione Julia delle Truppe alpine. Dopo qualche discussione Maria ed io decidemmo di attendere il mio ritorno per il matrimonio. L’idea di lasciare a casa una potenziale giovane vedova proprio non mi andava. Con la “Julia” partimmo per l’Albania dove iniziammo a conoscere gli orrori della guerra. Poi, verso la fine dell’estate del 1942, fummo inviati in Russia, con destinazione Caucaso. Il viaggio in treno fu estenuante: Monaco, Lipsia, Varsavia, Minsk, Charkow. Quando arrivammo alla meta vi fu un contrordine del Comando: a marce forzate coprimmo a piedi 300 chilometri per posizionarci sul fronte del Don. Non sapevamo che quella esperienza ci avrebbe segnato per tutta la vita. Almeno quelli di noi che avrebbero avuto la fortuna di sopravvivere. Ai primi di settembre eravamo sul Don, a circa 50 chilometri da Rossosch ove aveva sede il comando del Corpo d’Armata Alpino. Il primo periodo fu piuttosto tranquillo. Il nostro battaglione si adoperò per preparare ricoveri e postazioni in vista dell’inverno. Dovevamo mettere a riparo mezzi e derrate, scavare fossi anticarro, minare vaste aree avanzate, costruire fasce di reticolati, organizzare postazioni di tiro protette. Tuttavia l’insufficienza delle nostre dotazioni militari e logistiche era evidente. Tutto lo schieramento era assai debole: in caso di attacco nemico le nostre linee erano troppo allungate e prive di riserve. E l’attacco arrivò puntualmente. Il 12 dicembre 1942 le truppe russe sfondarono il fronte all’altezza di Nowo Kalitwa. Dopo una resistenza disperata e impossibile durata oltre un mese e nella quale perirono 5000 alpini della nostra “Julia”, l’ordine di ripiegamento giunse finalmente il 17 gennaio 1943. Iniziò per tutti noi una tragica ritirata verso ovest, con la necessità di rompere la morsa che ci accerchiava da ogni lato in una vera e propria sacca. Camminammo continuamente nella neve e nel gelo, combattendo tenacemente ogni giorno per superare lo sbarramento delle truppe russe. Moltissimi caddero sotto il fuoco nemico, moltissimi, stremati, si lasciarono morire nella neve. Io non potevo fare molto per i feriti. Ormai non avevo quasi più nulla per fornire cure e medicinali. Una sera, in uno di quei tragici giorni, giungemmo in un piccolo villaggio ucraino formato da poche isbe. Su una slitta che mi precedeva avevo fatto adagiare tre alpini che ormai non potevano più camminare visto che i piedi erano quasi congelati. Era già tardi e decidemmo di chiedere aiuto e dei viveri bussando alla porta di un’isba isolata. Era molto pericoloso perché i russi potevano raggiungerci da un momento all’altro, ma eravamo davvero allo stremo delle forze. Aprì la porta una contadina dalla corporatura massiccia che avrà avuto più o meno la mia età. Il mio volto, una maschera di sporco, fatica e sudore incrostati dalla neve e dal ghiaccio, rese superflua ogni parola. La donna mi fece segno di entrare. Assieme ad un altro alpino portammo dentro anche i tre che giacevano sulla slitta. L’ambiente era caldo e accogliente. Una stufa ardeva in un angolo dell’ampia stanza di forma quadrata. I muri di rami intrecciati, ricoperti di gesso, consentivano di mantenere un bel tepore, nonostante il gelo dell’inverno russo. Gli alpini furono adagiati per terra, vicino alla parete. La donna ci portò subito dei bicchieri con dell’acqua, poi dal tavolo al centro della stanza, prese una pentola ed un cucchiaio. Si avvicinò agli alpini distesi. Io cercai di rialzarli e insieme alla donna li imboccammo lentamente con quella minestra calda che per noi fu come un nettare divino. Seduto accanto ai miei compagni ne bevvi anch’io qualche cucchiaio. Poi controllai gli arti degli alpini sofferenti. Mi accorsi solo dopo che nel lato opposto della stanza un angolo era chiuso con una piccola tenda. Nel silenzio dell’isba da quella zona proveniva un flebile lamento. La donna mi aveva osservato mentre cercavo di curare i miei alpini, anche se la borsa medica era praticamente vuota. Si fece coraggio e si avvicinò. Mi prese per mano e mi accompagnò vicino alla tenda che scostò lentamente. Su un giaciglio c’era un corpicino scosso da violenti brividi di febbre. La donna mi rivolse le prime parole da quando eravamo entrati: “Irina, dva roke, dva roke, doktor”. La voce era rotta per l’emozione. Accompagnò quelle parole in ucraino mostrando il pollice e l’indice della mano destra. Non fu difficile comprendere che la piccola Irina aveva solo due anni e stava davvero male. La visitai subito e compresi che una forte polmonite se la stava portando via. Allora mi venne in mente che nella borsa, nascosta in un taschino interno, avevo ancora una dose di un nuovo farmaco. Era stata una felice ispirazione quella che, dopo la sperimentazione ad Oxford, mi aveva portato negli anni seguenti a fare una piccola scorta del farmaco. I sulfamidici contro le infezioni erano stati da poco scoperti in Germania, ma varie nazioni ne avevano compresa l’importanza in vista della guerra. Era l’ultima dose di cui disponevo. Avrebbe potuto servirmi per qualcuno dei miei alpini, ma gli occhi della mamma di Irina mi avevano tolto ogni dubbio. Mi feci portare un bicchiere con dell’acqua. Non fu facile far prendere la pastiglia alla bambina che sopraffatta dalla febbre, non rispondeva alle richieste della madre. Con molta pazienza riuscimmo a farle ingurgitare la medicina. Poi mi distesi sfinito accanto al giaciglio e caddi in un sonno profondo. Ricordo ancora come fosse ieri l’immagine che mi apparve davanti agli occhi quando mi svegliai. La donna in piedi e accanto a lei, attaccata alla gonna, una bimba bionda, pallida ma serena. Non feci in tempo ad alzarmi che la donna mi abbracciò piangendo e mormorando “spasiba doktor, spasiba”. Non sapevo cosa dire. Mi ritrovai in braccio la bambina. La fronte era fresca. Aveva dei meravigliosi occhi azzurri ed un sorriso dolcissimo. Mi guardava con tenerezza e senza alcuna paura, nonostante il mio aspetto trasandato. Sembrava un piccolo angelo biondo. Era giunto il momento di partire. La slitta fuori dall’isba era pronta per trasportare i miei alpini. Ma prima vi caricammo tutte le provviste che la donna volle donarci, nonostante le difficoltà: patate, rape, un po’ di carne secca, viveri che sarebbero risultati preziosi nei giorni successivi di marcia estenuante. Ci congedammo da Irina e da sua madre e riprendemmo il cammino. Dicono le Scritture che c’è un tempo per nascere e un tempo per morire. Evidentemente non era ancora giunto il nostro tempo di morire. Così è stato per Irina, così è stato per me che ebbi la fortuna di poter tornare a casa, mentre moltissimi miei compagni sono rimasti in Russia, sepolti sotto la neve. La tristezza della tragedia passata non ha mai abbandonato il mio cuore. È rimasta lì in un angolo per tutti questi anni, nonostante i momenti belli vissuti dal mio ritorno a casa fino ad oggi. La vita trascorsa assieme a Maria è stata meravigliosa, come la gioia che ci hanno dato i nostri due figli entrambi medici, che ora però vivono all’estero. L’anno scorso Maria ci ha lasciato. Appunto: c’è un tempo per la guerra e un tempo per la pace, c’è un tempo per nascere e un tempo per morire. Io lo attendo serenamente”. La donna terminò la lettura e richiuse il diario. Guardò verso la sedia a rotelle dove Umberto stava riposando. D’improvviso il vecchio aprì gli occhi. Il volto affilato e lo sguardo profondo, mostravano una volontà ed una fierezza non fiaccate dall’età e dalla malattia. Lei pensò a quell’ultimo anno, a quando si erano ritrovati casualmente e aveva deciso di stargli vicino per aiutarlo, visto che ormai era vedovo e solo. I loro sguardi si incrociarono per un attimo. Irina sorrise dolcemente e Umberto, tranquillizzato dagli occhi azzurri del suo piccolo angelo, si riassopì.
una storia semplicemente meravigliosa,,,
Neppure De Amicis avrebbe potuto scrivere nel suo libro ” Cuore ” una storia tanto bella , e con un finale a dir poco meravigliosamente bello . Graziano ha ragione nel dire che la vita è veramente una cosa meravigliosa , nonostante ci sia gente ( i politici ) che fa di tutto per rovinarla . La vera solidarietà è fatta da chi divide quel poco o niente che ha con chi ha meno di lui ; non da chi ha tutto e , per mostrarsi grande , finge di donare col cuore il superfluo .
Egr. Maurizio Comunello
ho trovato importantissima la sua attività di ricerca storica al fine di mantenere viva la memoria e l’interesse nelle menti e nei cuori di tanti italiani.
Le chiedo di aiutarmi nel cercare notizie circa il fratello di mio nonno:
Serg. Giannico Vittorio nato il 13/07/1915 ad Atessa (CH) indicato come disperso in data 15/12/1942 e deceduto a Tambov in data 11/03/1943. Appartenente al 9° RGT Artiglieria dell’Armata.
Tengo molto a recuperare più notizie possibili, perchè mio zio era una personalità eccezionale per l’epoca. Benchè provenisse da una famiglia di contadini era dottore in Scienze Politiche (conserviamo gelosamente il diploma di laurea con votazione 110 e lode, Regia Università di Roma), impiegato presso il Ministero del Lavoro, conesceva e parlava il francese e il tedesco, e prima di partire volontario per la Russia aveva iniziato a studiare il russo su grammatiche francesi. Io e la mia famiglia abitiamo nella sua casa natale, in contrada S.Marco di Atessa. Quindi capisce il valore che possa avere per me una qualsiasi altra notizia su di lui.
La ringrazio fin da ora per il suo interesse e per il lavoro svolto.
Cordialmente Gabriele Umberto Giannico
Per Umberto Giannico.
Allora.Dimmi se sono ancora viventi eventuali Moglie,Figli,Fratelli o Sorelle.Questi potrebbero chiedere oltre alla Copia del Foglio Matricolare anche la Croce al Merito di Guerra per Vittorio ,se non fosse mai stata consegnata ai Familiari.Invece i Nipoti ,per le Leggi vigenti ,possono chiedere SOLO la Copia del Foglio matricolare al CEDOC competente oppure all’Archivio di Stato.Potresti comunque ,intanto, chiedere all’Albo d’Oro a Roma tel.06-47354648 (al mattino)la Copia del Verbale di Irreperibilità di Vittorio.Poichè però Vittorio NON è più Disperso ma risulta Morto al Lager 188 TAMBOW (o Tambov dipende dalla grafia di translitterazione dal cirillico) come Familiare adesso potresti chiedere la Copia del FASCICOLO DI PRIGIONIA di Vittorio tramite i Memoriali Russi.Erano Documenti rimasti Segretati per oltre 50 anni e adesso Desegretati.Ricorda che per la Legge Russa devi pagare per avere la Copia (trattandosi di Documenti Storici).Trattasi dell’Interrogatorio fatto al Prigioniero e sotto ai 5-6 Fogli dovrebbe esserci LA FIRMA di Vittorio, l’Ultima che ha fatto da vivo ,per presa visione !!Fammi sapere e casomai contattami alla mia mail privata vedi qui sopra, risposta del 6 Febbraio.Sappi che come Familiare potresti Iscriverti all’UNIRR (cioè la Associazione dei Reduci di Russia) che comprende anche i Familiari.Maurizio