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		<title>L&#8217;ultimo inverno di Giovanni</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 23:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/copertina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-850" title="Copertina" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/copertina.jpg?w=206&#038;h=300" alt="" width="206" height="300" /></a>&#8220;Ciao Pino, ti presento un piccolo libro, scritto da una mia conoscente, Lucia Danzo. Un libro che &#8221; racconta ad un tempo la guerra vissuta dal fronte e la guerra vissuta da casa, facendoci conoscere l&#8217;apparente contraddizione tra la vita &#8220;sempreingamba &#8221; di Giovanni in Russia, così come emerge dalle sue lettere rassicuranti e malgrado tutto serene e la vita, invece, carica di angoscia e di timore dei suoi familiari a casa che non smetteranno mai, finita la guerra, di attendere il suo ritorno &#8221; ( dalla prefazione). L&#8217;autrice era con il nostro gruppo durante il pellegrinaggio in Russia nel 2009. Il libro parla di Giovanni Tosato, suo zio. La copia che mi ha donato, riporta la seguente dedica, che considero un prezioso regalo: &#8220;Caro Graziano, grazie anche a te che mi hai incoraggiato a scrivere, ecco la voce di Giovanni, la sua giovinezza perduta, il grande amore/dolore della sua famiglia, perchè, perchè, perchè,&#8230;.&#8221;. I proventi del libro saranno devoluti per la costruzione della &#8221; Casa di Luca Barisonzi &#8220;, il caporale Alpino rimasto paralizzato durante uno scontro a fuoco in Afghanistan. La casa di Giovanni è una delle cinque case della contrada detta &#8221; ai Cengiati &#8220;, incastonata nella fessura rocciosa del bosco sito a nord di Valdagno, che dalla Val Rossia, raggiunge il Passo Zovo&#8221;. <strong>Graziano Giandomenico</strong></p>
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		<title>Il campo n.160 di Suzdal</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 22:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ti invio le foto di mio nonno Umberto Gallo, morto nel campo nr.160 d Suzdal. Il suo ultimo indirizzo al fronte era: Compagnia A da Montagna posta militare nr. 88. Da notizie riferite da Maurizio Comunello doveva essere aggregato alla Divisione Pasubio (lui era una lanciafiamme), catturato dai russi il 19 dicembre 1942. La foto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=831&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ti invio le foto di mio nonno Umberto Gallo, morto nel campo nr.160 d Suzdal. Il suo ultimo indirizzo al fronte era: Compagnia A da Montagna posta militare nr. 88. Da notizie riferite da Maurizio Comunello doveva essere aggregato alla Divisione Pasubio (lui era una lanciafiamme), catturato dai russi il 19 dicembre 1942. La foto più vecchia è riferita al servizio militare da lui prestato nel 1929 (aveva vent&#8217;anni) mentre l&#8217;altra è stata di sicuro scattata nel 1940/41 prima della partenza per il fronte”. <strong>Giuseppe Tedesco</strong></p>
<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-832" title="1" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/1.jpg?w=630" alt=""   /></a>  <a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-833" title="2" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/2.jpg?w=630" alt=""   /></a></p>
<p><strong>Caro Giuseppe, nel ’92 sono stato a Suzdal. Ricordo che ci accompagnò un bambino, Vitalik, in cerca di rubli. Ricordo anche che “quelli della Lubianka” avevano distrutto tutto e il grande sepolcro era diventato un giardinetto. Il campo n.160 non era un campo qualsiasi, ma prevalentemente per ufficiali. Credo che ti faccia piacere leggere la scheda che ho pubblicato nel mio primo libro (“Armir, sulle tracce di un esercito perduto”) rigorosamente tratta dai documenti trovati negli archivi del ministero della difesa russo e, allora, appena recuperati dall’oblio. Non è una consolazione ma forse tuo nonno non è morto tra gli stenti. Sicuramente tutti questi dettagli ti aiuteranno un pò a &#8220;rivederlo&#8221;.</strong></p>
<p>Campo n. 160 Suzdal, circa duecento chilometri a sud-est di Mosca. Era un antico monastero sorto nel 1700, al tempo di Caterina di Russia. Esteso su una superficie di tre ettari era cintato da mura molto alte. Conteneva diversi corpi di fabbricati, baracche in muratura ad uno o due piani adiacenti specialmente il lato est e il lato nord. Nel 1942 fu occupato da prigionieri di ogni nazionalità, prima da soldati poi da ufficiali, separati secondo la loro nazionalità. La vita al campo 160 era regolata da ordinamento militare, per cui erano ripristinati i gradi. Di giorno gli ufficiali potevano occuparsi in lavori liberi secondo le proprie inclinazioni oppure potevano partecipare volontariamente a lavori ordinati da russi, ciò che dava il vantaggio di un aumento del 25% sul vitto normale. Solo dal settembre 1945 il lavoro divento obbligatorio, anche per la raccolta delle patate nei kolkos. Gli ufficiali potevano anche attendere a letture, dato che la biblioteca del campo disponeva di libri in lingua russa, tedesca, francese e italiana. Erano tollerati i giochi all&#8217;aperto e si poteva fare un po&#8217; di musica qualche volta anche recite tipo varietà. Gli attori erano gli stessi ufficiali prigionieri. II tutto veniva eseguito con mezzi molto primitivi, dato che i russi non avevano materiale di alcun genere da disporre per loro. I1 vitto giornaliero era assegnato secondo una tabella del Ministero dell&#8217;Interno di Mosca, direzione generale: norma stabilita per i prigionieri. II prelevamento dei generi, per quanto controllato da una commissione di prigionieri stessi, subiva molte volte l&#8217;inconveniente di essere diminuito o per rifornimento mancato o perchè i russi preposti alla distribuzione ne trattenevano a loro profitto. A ciascuno veniva dato: una salvietta, una camicia e un paio di mutande di tela che erano poi sostituite quando si faceva il bagno. L&#8217;igiene veniva abbastanza osservata, in inverno le baracche erano riscaldate a sufficienza. Ogni camera secondo 1&#8242;ampiezza era occupata da tre o quattro persone. I letti erano formati da castelli a due, tre, quattro posti e a due piani. Vi erano poi un materasso, un cuscino, una federa, un lenzuolo e una coperta da casermaggio. Un giornale del campo dal titolo “La Voce degli Italiani” portava articoli scritti dagli ufficiali prigionieri”.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/831/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=831&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ritorno al passato</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 12:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prigionieri italiani in Russia (foto gentilmente segnalata da Vlad Sedykh).<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=826&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/428226_283111085087133_100001647302520_826345_1837925316_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-827" title="428226_283111085087133_100001647302520_826345_1837925316_n" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/02/428226_283111085087133_100001647302520_826345_1837925316_n.jpg?w=630&#038;h=402" alt="" width="630" height="402" /></a></p>
<p>Prigionieri italiani in Russia (foto gentilmente segnalata da Vlad Sedykh).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/826/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/826/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/826/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/826/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/826/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/826/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/826/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/826/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=826&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Incontri di blog, a Caerano</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 17:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
				<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Pino Scaccia a e Maurizio Comunello: Caerano San Marco (Treviso), 26 gennaio 2012. Ieri sera sono andato alla serata con Pino Scaccia a Caerano San Marco (Treviso).La sala era TUTTA gremita da gente e altri sono rimasti in piedi perchè le sedie non sono bastate !! Segno che ancora vi è interesse sulla Campagna di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=817&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/armir.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-818" title="armir" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/armir.jpg?w=630&#038;h=301" alt="" width="630" height="301" /></a></p>
<p><strong>Pino Scaccia a e Maurizio Comunello: Caerano San Marco (Treviso), 26 gennaio 2012.</strong></p>
<p>Ieri sera sono andato alla serata con Pino Scaccia a Caerano San Marco (Treviso).La sala era TUTTA gremita da gente e altri sono rimasti in piedi perchè le sedie non sono bastate !! Segno che ancora vi è interesse sulla Campagna di Russia anche dopo quasi 70 anni. Anzi ne approfitto per invitarvi ad organizzare altre serate con Pino in altre città italiane .Vi voglio prima raccontare brevemente il mio incontro con Pino Scaccia che MAI avevo incontrato di persona ma c’è sempre una prima volta….! Arrivato in anticipo e piazzatomi in fondo alla sala ho atteso l’entrata del “nostro” e quando arriva lo lascio passare e poi lo chiamo dicendogli “Pino !”.Si gira e mi guarda.Lo guardo e restiamo così per 4-5 secondi.Gli altri attorno ci guardano ….A questo punto prendo il mio cappello da Alpino messo vicino all’appendiabiti ,lo metto in testa ,allungo la mano a Pino Scaccia ,lo guardo,mi guarda sempre in silenzio,lui allunga la sua mano verso la mia, ci stringiamo le mani e finalmente guardandolo negli occhi gli dico :”Io sono quel Maurizio Comunello che ti scrive sul Blog !!”.Lui dice “Ah ecco chi sei !!”.Ci siamo abbracciati.Così è iniziata la nostra serata !!Poichè capitano sempre le Storie “strane” quando c’è la Russia di mezzo…..Vi racconto cosa ha detto una Donna del Pubblico(nostra Socia dell’Unirr) che essendo Orfana di Guerra perchè suo Papà è morto in Russia e l’anno scorso era andata in Russia assieme al Gruppo Alpini del suo Comune (e con anche il Sindaco ….così dovrebbero fare i Sindaci !!) e assieme al Parroco per raccogliere terra del luogo dove è morto suo Padre, a POSTOJALI e acqua del Don.Prima di partire diceva al Prete “Mi piacerebbe poter trovare qualcosa di mio Papà ..” .E il Prete le rispose “Ma sono centinaia di chilometri quadrati la Russia !!Cosa vuoi trovare dopo tanto tempo ??”.Sapete i Preti come sono fatti…..Ed infatti le arriva una telefonata di una persona di Verona,credo quello col camper che cercava i Parenti di un tale Alpino Cognome e Nome di cui HA TROVATO IL PIASTRINO là in Russia ….!! Era il Piastrino del suo papà !!!!Come dico sempre io il messaggio era arrivato e anche la Risposta !!! Meditate gente,meditate !! Alla fine abbiamo fatto la fotografia assieme a Pino Scaccia (se no che serata è ??!!).Ve la posterà così vedrete anche voi…La gente intervenuta è rimasta contenta. <strong>Maurizio Comunello</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/817/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/817/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/817/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=817&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il ritorno di Rigoni Stern nella valle del Don</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 21:03:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>(&#8230;)  “La nostra prima tappa &#8211; mi dice Oleg &#8211; è stata sulla riva del fiume, a Severnygonez, dov’era la linea di difesa, nel gennaio del ‘43. I ricordi erano lucidissimi, rivedeva tutto. ‘Una sera – mi ha raccontato Rigoni Stern – un commilitone si affacciò dalla trincea e si prese una pallottola in fronte, era la prova che i russi avevano cominciato la controffensiva. Ci furono scontri violenti, ma ci rimettevamo così cominciò la nostra fuga. Giorni e notti a meno quaranta, il vento era gelido. Il cielo era sereno ma bianchissimo, il sole non riusciva a filtrare. Non si vedeva la fine della valle, solo colline su colline. Avevamo la neve fino alla vita. Avevamo le allucinazioni: a un certo punto due colline mi sembrarono i seni di una donna”. Oleg si ferma. Spezza la vodka con il succo di pomodoro. Ci tiene a precisare: “Guarda che queste cose Rigoni Stern non le ha mai scritte, sono ricordi inediti che gli venivano dall’emozione di tornare in quei posti. Pensa che per quel suo viaggio di ritorno ci accompagnò un medico perché aveva problemi di cuore e i familiari temevano che quell’impatto così forte con il passato potesse essergli fatale”. Oleg riprende il racconto e ci regala ricordi struggenti, drammatici. “Scappammo in due – ricorda ancora Rigoni Stern -. Una sera incrociammo nella steppa un cavallo randagio. Lo uccidemmo e gli tagliammo la pancia, la ripulimmo dalle budella e poi ci sistemammo dentro. Almeno per una notte avevamo un rifugio. Per fortuna avevamo il sonno vigile, così ci accorgemmo che il corpo del cavallo stava irrigidendosi e uscimmo prima di rimanere prigionieri dentro”.  I racconti non sono finiti, lampi di una guerra disgraziata. “Il giorno dopo incrociammo una casa, era abitata perché usciva fumo dal camino. Eravamo quasi congelati e soprattutto affamati, dentro casa c’erano soldati russi che mangiavano. Eravamo così sfiniti, ai limiti della sopravvivenza, che decidemmo di rischiare, tanto se restavamo là fuori saremmo comunque morti presto. Di cosa potevamo aver paura oltre la morte? I russi appena ci videro presero i fucili. Un ufficiale li fermò. Nelle poche parole di russo che sapevo gli dissi che eravamo italiani e che avevamo fame. Ci fu un grande silenzio, poi l’ufficiale chiamò la padrona di casa e le disse di darci da mangiare. La seguimmo in cucina, mangiammo quel che c’era: patate, cetrioli in scatola. Mangiammo senza masticare, buttavamo giù perché lo stomaco dopo tanto tempo aveva bisogno di risentire qualcosa… Ci sentivamo come resuscitati, finalmente cominciavamo anche a percepire il tepore della casa. Ringraziammo quella donna russa, tornammo nella stanza dove c’erano i soldati, ma erano girati di spalle, facevano finta di non vederci, ci lasciarono uscire. Era una situazione in cui non avrebbero potuto farci prigionieri, per portarci dove?, potevano solo fucilarci. Prima di aprire la porta gli dissi: ‘<em>Spasiba</em>, grazie, ci avete regalato la vita’”. <em>Da &#8220;Lettere dal Don&#8221; &#8211; Pino Scaccia (Rai Eri, 2011)</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/813/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/813/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/813/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/813/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/813/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/813/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/813/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=813&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La battaglia di Nikolajewka, 69 anni fa</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 gennaio 1943 si svolge la battaglia di Nikolajewka, una delle più note della Seconda Guerra Mondiale. Le forze italo-tedesche, provate, oltre che dai combattimenti, dal gelido inverno russo, si ritrovano ad affrontare alcuni reparti dell&#8217; Armata Rossa, asserragliatisi nel villaggio per impedire all’Armir e alla Wehrmacht la fuga dalla grande sacca del Don: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=803&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/cippo-di-nikolajevka.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-807" title="Cippo-di--Nikolajevka" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/cippo-di-nikolajevka.jpg?w=630&#038;h=214" alt="" width="630" height="214" /></a></p>
<p>Il 26 gennaio 1943 si svolge la battaglia di Nikolajewka, una delle più note della Seconda Guerra Mondiale. Le forze italo-tedesche, provate, oltre che dai combattimenti, dal gelido inverno russo, si ritrovano ad affrontare alcuni reparti dell&#8217; Armata Rossa, asserragliatisi nel villaggio per impedire all’Armir e alla Wehrmacht la fuga dalla grande sacca del Don: nel corso dei mesi precedenti, l&#8217;esercito sovietico era infatti riuscito a circondare i nemici, chiudendo qualunque via di fuga. Già dalle prime ore del mattino, la colonna formata dalle truppe in fuga dalla Russia viene fatta oggetto di un bombardamento da parte di quattro aerei dell&#8217;Armata Rossa. In vista delle prime isbe del villaggio, viene mandata all&#8217;attacco la Tridentina, unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere. Particolarmente significativi durante questo attacco sono le azioni dei battaglioni Vestone, Verona, Valchiese e Tirano. I russi sottopongono ad un fuoco costante i nostri militari, grazie all&#8217;uso di mortai, mitragliatrici e carri armati: gli italiani che combattono effettivamente sono numericamente inferiori di molto ai russi, visto che buona parte della nostra colonna era costituita da sbandati, soldati privi di armi e senza comando. Nonostante ciò, per tutto il pomeriggio le truppe italiane tengono testa all&#8217;esercito sovietico. In serata si uniscono alle forze all&#8217;attacco i battaglioni Edolo e Valcamonica e gli uomini della Tridentina, guidati dal generale Luigi Reverberi, riescono ad aprire un varco fra le linee russe. Il prezzo pagato è altissimo: migliaia di soldati italiani cadono sotto i colpi dell&#8217;artiglieria nemica, altrettante migliaia sono i feriti. Nonostante questo bagno di sangue, la battaglia di Nikolajewka deve essere considerata una vittoria dell&#8217;esercito italo-tedesco: grazie a questo successo, si riesce infatti ad aprire un varco nella sacca del Don e il 31 gennaio 1943 la colonna riesce a raggiungere Shebekino e dunque la salvezza presso le linee amiche. Dopo la battaglia di Nikolajewka si contarono 13.420 uomini usciti dalla sacca, più altri 7.500 feriti o congelati. Circa 40.000 uomini rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati. Migliaia di soldati vennero presi prigionieri durante la ritirata e radunati dai sovietici in vari campi. Solo una percentuale minima di questi prigionieri farà ritorno in Italia. Oggi Nikolajewka non esiste più, assorbita dalla città di Livenka.</p>
<p><strong>Domani, proprio per la commemorazione della battaglia, sarò a Caerano San Marco (Treviso) dove presenterò il libro e un filmato realizzato in Russia. Sarà una grande manifestazione (al Centro Culturale Comunale, ore 20.15) alla quale parteciperanno superstiti e familiari dei dispersi. Il giorno dopo sarò a Verona (forum Fnac) sempre per &#8220;Lettere dal Don&#8221;.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/803/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/803/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/803/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/803/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/803/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/803/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/803/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/803/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=803&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un piastrino</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho trovato il suo blog cercando informazioni in rete per trovare qualcuno che mi può dare indicazioni sulla piastrina di cui allego foto. L&#8217;ho ritrovata da ragazzino in una cassetta di legno, probabilmente è appartenuta al fratello di mia nonna, nato nel 1916, il quale da soldato è stato fatto prigioniero e deportato in qualche campo di concentramento in Germania. Mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=798&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/piastrina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-801" title="Piastrina" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/piastrina.jpg?w=630" alt=""   /></a>Ho trovato il suo blog cercando informazioni in rete per trovare qualcuno che mi può dare indicazioni sulla piastrina di cui allego foto. L&#8217;ho ritrovata da ragazzino in una cassetta di legno, probabilmente è appartenuta al fratello di mia nonna, nato nel 1916, il quale da soldato è stato fatto prigioniero e deportato in qualche campo di concentramento in Germania. Mi sembra di ricordare di aver sentito da bambino dai nonni che aveva fatto la naja nei carabinieri, ma ormai non c&#8217;è più nessuno in vita dei parenti che sa riferire qualcosa di preciso. Il mio &#8221;obiettivo&#8221; e&#8217; quello di &#8220;tradurre&#8221; le sigle della scritta <strong>&#8220;I RGT BRS 8 CP 146&#8243;</strong> per vedere se verosimilmente può essere appartenuta a questo parente, comunque sfortunato perchè morto pochi anni dopo la liberazione  in un incidente con la moto e quei pochi anni li ha passati &#8220;irrequieto&#8221; per il dramma della guerra. Sono nato e vivo in un territorio di montagna, la provincia del Verbano Cusio Ossola, dove ho udito racconti di Alpini arruolati nel battaglione Intra. La vicenda dell&#8217;Armir emotivamente mi porta la memoria al Vescovo di Novara di quando ero ragazzino Mons. Aldo del Monte, cappellano dell&#8217;Armir, per averlo incontrato, ascoltato e per aver riletto più volte negli anni il suo diario di quell&#8217;esperienza:  &#8221;la Croce sui girasoli&#8221;. Uno dei libri più belli che ho letto, nel quale la tragedia umana è stata resa in  tratti che sembrano poesia. <strong>Sergio Villa</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/798/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/798/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=798&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Roma ricorda Nikolajewka</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sezione di Roma dell&#8217;associazione nazionale alpini ha organizzato una grande manifestazione nella Capitale in occasione del 69.esimo anniversario della battaglia di Nikolajewka. Domani, sabato, alle 17.30 presso la Parrocchia di San Giuliano (via Cassia 1036) conferenza sulla campagna di Russia relatore il gen. Tullio Vidulich. Seguirà concerto di canti militari e di montagna dei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=791&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/30x45-2x1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-795" title="30x45 2x" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/30x45-2x1.jpg?w=630" alt=""   /></a></p>
<p>La sezione di Roma dell&#8217;associazione nazionale alpini ha organizzato una grande manifestazione nella Capitale in occasione del 69.esimo anniversario della battaglia di Nikolajewka. Domani, sabato, alle 17.30 presso la Parrocchia di San Giuliano (via Cassia 1036) conferenza sulla campagna di Russia relatore il gen. Tullio Vidulich. Seguirà concerto di canti militari e di montagna dei cori dell&#8217;associazione nazionale alpini Breganze (Bassano del Grappa) e Malga (Roma). Domenica mattina, a partire dalle 10.45, sfilata dal parcheggio del centro commerciale via Cassia, angolo Grottarossa. Alle 11 cerimonia presso il giardino dei Caduti sul fronte russo conclusa dalla S. Messa celebrata da mons. Giacomino Feminò, cappellano di Sua Santità Benedetto XVI e già segretario di S.E. Eccellenza Arrigo Pintonello, capo dei cappellani in Russia. Nell&#8217;occasione saranno ricordati tre valorosi soldati decorati di medaglia d&#8217;oro: don Giovanni Mazzoni (cappellano bersaglieri), Filippo Niccolai (ufficiale genio pontieri) e Giuseppe Grandi (ufficiale alpini). Sono naturalmente invitati tutti a partecipare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/791/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=791&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Come ritrovare il piastrino</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi ha scritto l&#8217;associazione nazionale alpini a proposito dei quaranta piastrini citati e mostrati in questo post che fanno parte dei &#8220;quaranta del gruppo di Conegliano&#8221;. Un alpino trevigiano, Franco Cabrio, ha riconosciuto il piastrino dello zio, l&#8217;artigliere Angelo Pistollato (1914, Mogliano Veneto) che è fra quelli citati. Vorrebbe sapere come fare per rintracciare ed [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=786&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/dsc07615.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-787" title="DSC07615" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/dsc07615.jpg?w=630&#038;h=415" alt="" width="630" height="415" /></a></p>
<p>Mi ha scritto l&#8217;associazione nazionale alpini a proposito dei quaranta piastrini citati e mostrati in questo <a href="http://letteredon.wordpress.com/2011/06/22/quaranta-piastrine-a-volgograd/"><strong>post</strong> </a>che fanno parte dei &#8220;quaranta del gruppo di Conegliano&#8221;. Un alpino trevigiano, Franco Cabrio, ha riconosciuto il piastrino dello zio, l&#8217;artigliere Angelo Pistollato (1914, Mogliano Veneto) che è fra quelli citati. Vorrebbe sapere come fare per rintracciare ed eventualmente acquistare il piastrino. Giro la domanda agli amici per dargli una mano.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/letteredon.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/letteredon.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/letteredon.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/letteredon.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/letteredon.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/letteredon.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/letteredon.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/letteredon.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/letteredon.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/letteredon.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/letteredon.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/letteredon.wordpress.com/786/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/letteredon.wordpress.com/786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/letteredon.wordpress.com/786/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=786&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il cimitero italiano di Vorosilovgrad</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 17:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pinoscaccia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho riletto il mese scorso il  libro di Nuto Revelli  &#8220;La guerra dei poveri&#8221; . Nella prima parte dedicata alla sua esperienza di sottotenente degli alpini della Tridentina racconta di quando agli inizi di Ottobre del 42 era rimasto ferito a un braccio e con  tappe a Karinoskaja e Millerovo aveva raggiunto l&#8217;ospedale italiano di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=letteredon.wordpress.com&amp;blog=15852379&amp;post=782&amp;subd=letteredon&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/cimiterovorosilovgrad.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-783" title="CimiteroVorosilovgrad" src="http://letteredon.files.wordpress.com/2012/01/cimiterovorosilovgrad.jpg?w=630&#038;h=303" alt="" width="630" height="303" /></a></p>
<p>Ho riletto il mese scorso il  libro di Nuto Revelli  &#8220;La guerra dei poveri&#8221; . Nella prima parte dedicata alla sua esperienza di sottotenente degli alpini della Tridentina racconta di quando agli inizi di Ottobre del 42 era rimasto ferito a un braccio e con  tappe a Karinoskaja e Millerovo aveva raggiunto l&#8217;ospedale italiano di Voroscilograd. La disorganizzazione, il comportamento di molti imboscati nelle retrovie, la corruzione colpisce Revelli e inizia la sua trasformazione da militare e fascista convinto a  quello che sara&#8217; poi un partigiano nella guerra di liberazione. Dopo un soggiorno di un mese ritorna al fronte dove parteciperà alla ritirata del corpo alpino nel gennaio 43. Nella prima lettura del libro  più di 40 anni fa mi era sinceramente interessata di più la testimonianza sulla guerra partigiana: erano gli anni 60 e l&#8217;esperienza della guerra degli italiani in Russia era un tema non attuale per molti motivi, la maggior parte ,possiamo ora dire tranquillamente, sbagliati. Nella mia seconda lettura adesso più attenta ho realizzato che mio padre si trovava come sottotenente di complemento a capo di un gruppo di ambulanze a Millerovo e poi a Voroscilograd nello stesso periodo di Revelli. A un certo punto Revelli scrive <em>&#8220;&#8230;.Alla vigilia della mia partenza da Vorosilovgrad il progettista del cimitero dell&#8217;ospedale, un ufficiale del genio militare che viaggiava di continuo in aereo, da un cimitero all&#8217;altro del fronte russo, volle, a tutti i costi, farmi ammirare il suo capolavoro. Un muro tutto buchi saliva altissimo verso il cielo, come un&#8217;enorme fetta di formaggio. Ai piedi del muro un grosso scalino era l&#8217;altare. All&#8217;ombra del muro, tante, tante tombe, riempivano il breve tratto di strada che univa l&#8217;ospedale al cimitero. Con il sole da una certa parte, attraverso ai buchi sarebbero filtrati i raggi. Così ogni tumulo, ogni croce, avrebbe avuto il suo raggio di sole. A cielo nuvolo, niente. Tutti gli ufficiali del centro ospedaliero, a turno, dal colonnello al sottotenente di sussistenza, in una gara di generosità, avevano cosparso di sudore il cimitero, come un orticello: per fabbricare il monumento, Per sotterrare i morti. Non dissi nulla, ma pensai che i medici non dovevano lavorare da manovali. Forse, con i medici in ospedale, molti feriti ed ammalati non avrebbero raggiunto il cimitero, sia pure monumentale&#8230;..&#8221;</em></p>
<p><em></em>Frugando tra le foto di mio padre ho trovato una foto sfocata che mostra esattamente  il cimitero  citato da Revelli, con tutta la tristezza che l&#8217;immagine porta con se. Ma nonostante ciò forse vederla farà  piacere a qualche persona che sa di un familiare sepolto laggiù in quei mesi a cavallo del 42 e del 43.  <strong>Sandro D&#8217;Odorico</strong></p>
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