Il mio primo impatto con la guerra è stato con una guerra del passato. Non studiata sui libri. Ma rivissuta, anche fisicamente, mezzo secolo dopo che si era conclusa. Ho passato mesi, anni nella valle del Don a ricostruire le tracce dell’Armir, l’armata italiana dispersa in quella che oggi è l’Ucraina. Un doppio viaggio, una parte (la più importante) negli archivi finalmente aperti dei ministeri sovietici, dall’altra (la più emozionante) sui luoghi della disastrosa marcia del Davaj. Ho dato risposte dopo tanto tempo a tremila delle ottantamila famiglie dei dispersi e ogni volta è stato un pugno allo stomaco, scoprendo il miracolo di chiudere un dubbio. Un altro pugno allo stomaco è stato assistere alla scoperta dei cimiteri nascosti, addirittura negati da Stalin e alla riesumazione ritrovando alpini italiani di allora come se fossi nel campo di battaglia con loro, sepolti da cappellani amorosi e nelle tasche le lettere scritte ma mai arrivate alla famiglia. Così, tra una ricerca e l’altra, ho scoperto e amato le storie di Rigoni Stern, umilmente ho cercato di aggiungere le mie storie. Non potendo competere con le sue emozioni vissute direttamente, ho cercato almeno di squarciare qualche mistero. Adesso che l’alpino-scrittore è morto sento di dovermi riavvicinare a quelle pagine. Nella prefazione, nel ‘92, scrissi che la più grande sorpresa era stata quella di aver scoperto che c’è qualcosa di peggiore della morte, ed è il dubbio. “Armir” è stato il primo dei quattro libri che ho avuto, finora, la forza di scrivere. Pubblicato con successo dalla Rai Eri, l’anno scorso è andato al macero. Ma la storia non si chiude. Anzi, sembra appena cominciata. link

Ieri ( 23 ottobre 2005) ho ricevuto questa lettera dalla Rai-Eri.

“Come lei certo sa, la nostra casa editrice si trova nella necessita’ di provvedere all’alleggerimento dello stoccaggio di magazzino, sacrificando quei volumi in cattivo stato di conservazione oppure il cui trend di vendita e’ stato negli ultimi tempi tale da far ritenere eccedenti le attuali giacenze. Le comunichiamo pertanto che procederemo, nei prossimi mesi, al macero  della giacenza della sua opera. Le precisiamo che l’opera rimarra’ comunque in catalogo e un quantitativo di esemplari sara’ conservato nei nostri magazzini perche’ possano essere evasi gli ordini che dovessero pervenire direttamente alla Rai”.

Il libro in questione e’ “Armir, sulle tracce di un esercito perduto”. A suo tempo, quando e’ uscito,  ha venduto molto bene. Il mio primo libro, scritto nel 1992, tredici anni fa: e sembra ieri. Ci tengo non solo perche’ e’ stato il primo ma per tutti i richiami professionali  a un periodo interessante e intenso, a quei due anni passati nella Russia che cambiava, testimone di un mondo che diventava improvvisamente e faticosamente diverso. L’ho scritto di notte, nelle campagne ucraine, con il mio primo computer (una baracca), e fu uno scoop perche’ pubblicai documenti assolutamente inediti della vicenda tragica e misteriosa di quell’armata italiana scomparsa durante la seconda guerra mondiale nella valle del Don.  Per la prima volta dopo cinquant’anni si aprivano gli archivi del Kgb e fu un’emozione ritrovare tracce di una realta’ che Stalin non solo aveva nascosto ma addirittura negato. Un impegno che gli storici dell’Armir mi hanno pubblicamente riconosciuto: “Gli italiani furono internati in molti lager sparsi su tutto il suolo sovietico. Un censimento vero e proprio di questi campi non è mai stato fatto e gli unici nomi di cui siamo venuti a conoscenza sono quelli ricordati dai reduci, nomi che evocano chiaramente la tragedia di quei momenti, come Susdal, Krinowaja, Oranki, Tambow. Diversi hanno provato a redigere una mappa di quei luoghi, soprattutto nell’immediato dopoguerra al rientro degli italiani sopravvissuti. L’elenco più attendibile è quello realizzato dall’inviato della Rai Pino Scaccia nel corso della sua inchiesta sull’Armir: il cronista conta 103 campi e li numera progressivamente (in questo caso si arriva fino al 510 e ciò attesta la cifra elevata di campi di prigionia)”. Ho vissuto emozioni personali anche piu’ forti  dopo quando scoprii quanto conforto avevo portato  a quelle ottantamila famiglie italiane che non avevano avuto piu’ notizie dei loro cari. Quando ho potuto mostrare a madri le foto dei figli e a mogli (allora giovanissime) le foto dei mariti partiti per quel fronte lontanissimo. La conferma di quello che avevo intuito fin  nella prefazione:  “c’e’ qualcosa di peggiore della morte, ed e’ il dubbio”. Potrei continuare ma mi fermo qui. Adesso quell’opera va al macero. Brutta parola, pessimo destino. Cerchero’ di comprarne piu’ copie possibili. Per fortuna ci sono almeno tre siti che hanno ancora online il libro. Tra i quali Libreria Universitaria. Non lo so, non so neanche se e’ la strada giusta (domani mi informero’ con la stessa Eri se c’e’ la possibilita’ di un acquisto diretto) ma e’ una strada che comunque mi piace condividere con voi. Allora, quando lo scrissi, non erano ancora i tempi di internet: ricordo che scrivevo a macchina e poi da Mosca spedivo il materiale a Roma con molte difficolta’ e il rischio di perderlo. Se lo avessi in word, giuro, adesso ve lo passerei: a futura memoria. 

Pensate che intuito editoriale. Infatti dopo vent’anni ancora cercano quel libro.

 

Nuova Eri, 1992

LE ULTIMISSIME COPIE

18 comments
  1. ceglie ha detto:

    Al macero ci manderei altro.Loro hanno dato la vita senza chiedere nulla!

  2. Stefano ha detto:

    Certi libri non dovrebbero mai essere distrutti, ma lasciati sempre disponibili a chi li vuole leggere,……….anche per ricordare…….

  3. Gent.mo signor Pino Scaccia, abito a Firenze, sa dove posso trovare il suo libro , magari residuo, ( ho letto del macero di anni orsono)ma non si sa mai…grazie

  4. ADA PEROTTI ha detto:

    PEROTTI DOMENICO FIGLIO DI ANTONIO E DI PEROTTI CATTERINA – NATO A BARGE IL 24/09/1911 – PRESUNTO MORTO IN RUSSIA IL 31/01/1943 –
    MATRICOLA 18314
    CON LA SPERANZA DEL RITROVAMENTO DI EVENTUALI PIASTRINE

  5. angelo guglielmi ha detto:

    ho girato tutte le librerie di Roma non riuscendo a trovare il libro; come posso fare? possibile che non si possa “riorganizzare” una ristampa tramite i pochi fortunati che ne sono in possesso?
    ci spero proprio
    grazie.

  6. Katia ha detto:

    Ho cercato di contattare l’associazione memoriali russi all’indirizzo mail stiks@mail.awm.ru ma il messaggio non viene inoltrato. Ci sono state modifiche recenti all’indirizzo dell’associazione?

    Cerco notizie di mio zio disperso sul fronte russo dopo la battaglia della Nikolaevka.
    Cognome: Zanier
    Nome: Silvio
    Data di nascita: 5/11/1975
    Luogo di nascita: Lauco (provincia di Udine)
    Grado: sergente
    Brigata alpina “Julia”- 8° reggimento (Tolmezzo)
    Altre informazioni: decorato sul campo con medaglia d’argento dopo la battaglia Nikolaevka

    Grazie

    Katia

  7. maurizio ha detto:

    Come diceva la Silvia a volte (molto spesso) il sito Internet NON funziona.Meglio se scrivi tramite una lettera.
    Data di nascita di Zanier Silvio esatta è 05/11/1921.Maurizio

  8. katia ha detto:

    Grazie mille per le informazioni! Si effettivamente ho fatto un errore con la data…

  9. marcello quaranta ha detto:

    gent.mo sig. Scaccia,
    mio padre Mario era autiere nel 246 autoreparto di stanza a Millerovo, rientrato dalla Russia, e deceduto nel 2000, ma con il cuore sempre rivolto alla tragedia in Russia. Dopo la sua morte ho cercato negli archivi del Distretto Militare di Lecce e nell’Archivio di Stato di Lecce tutti i soldati leccesi partiti per la Russia: ne ho trovati ben 1764 , di cui la metà non sono rientrati. Sto aggiornando le informazioni con il sito di Onorcaduti, e di molti “dispersi” ho appreso che sono invece stati fatti prigionieri e successivamente deceduti nei vari campi di concentramento. La ringrazio perchè il soldato Salvatore De Luca,classe 1905, non era stato da me inserito nei miei elenchi.
    Da questo lavoro di ricerca vorrei pubblicare un resoconto nel prossimo futuro.
    marcello quaranta (attualmente Lettore MAE a Valona- Albania) Castro marina (LE)

  10. maria pelati ha detto:

    Buonasera Signor Pino, sono Maria e sono già in contatto con Voi e precisamente con Maurizio.
    Ho quasi finito di leggere il suo libro “Lettere dal Don” (non le dico l’emozione che ho provato e che provo ogni volta che leggo una storia, un nome, e mi chiedo sempre se quel soldato abbia mai conosciuto mio zio Antonio Pelati, se quel morto congelato fosse proprio lui, se su quel gruppo di italiani fucilati dai russi o dai tedeschi ci fosse proprio lui) e ho cercato senza risultato il libro “Armir sulle tracce di un esercito perduto” so che è andato al macero diversi anni fa, parlando col Presidente dell’ UNIR delle marche il Signor Zitti mi ha raccantato che ha scoperto la sorte di suo padre leggendo proprio il suo libro; quindi mi chiedevo se mai ci fosse in seguito una nuova edizione o se sa qualche libreria anche via internet che lo abbia ancora.
    Chiedo scusa l’impertinenza, chissà quanti glielo hanno già chiesto ma come si dice io c’ho provato!
    Comunque sia la ringrazio per l’interessamento e la saluto con tutto il cuore.

    Maria

  11. erry ha detto:

    finalmente ho trovato Armir e l’ho acquistato! l’ho trovato su link segnalato all’inizio di questa pagina.
    in effetti quando si accede al sito dove è venduto il libro c’è la dicitura “non disponibile” io però ho mandato una richiesta per sapere se sarebbe mai tornato disponibile e oggi mi hanno risposto che ne hanno 10 copie e di ordinarlo anche se risulta non disponibile! speriamo…

  12. annibale ha detto:

    Per Erry il libro ARMIR sulle tracce ecc….io l’ho trovato e me lo hanno spedito alla UNIVERSITADIGITALE.IT Se non ti arriva dove lo hai ordinato prova qui. ciao annibale

  13. erry ha detto:

    x Annibale…fatto! arrivato e l’ho quasi finito! ho avuto difficoltà anche a trovare il libro di Don Ruffino,nel senso che nei vari siti che vendono libri era presente in catalogo, lo ordinavo e dopo un paio di giorni mi mandavano una mail dicendomi che non era piu’ disponibile. ho chiamato la casa editrice e me lo hanno spedito loro in contrassegno!

  14. annibale ha detto:

    Ciao a tutti
    sto cercando il libro “La Pasubio sul fronte Russo” di V. Luoni non è che vi capita di trovarlo e avvisarmi. Non riesco proprio a trovarlo. Grazie a tutti

  15. annibale ha detto:

    per erry
    il libri di Don Ruffino che titolo ha e la casa editrice?
    Ciao e BUONE FESTE A TUTTI

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