Un superstite di Tambov (e di altri lager) racconta la battaglia di Arbusovka

16 dicembre 1942 : inizia la battaglia di rottura. Entrano in campo i carri armati e l’aviazione sovietica per una manovra a largo raggio. La difesa dell’ARMIR vacilla. 19 dicembre: punte corazzate sovietiche raggiungono con una manovra aggirante le retrovie italiane. Il 20 e il 21 i sovietici completano l’attacco. Inizia la ritirata italiana con due colonne, la prima formata dalle divisioni Ravenna, Pasubio, Torino; la seconda da aliquote della Pasubio, dalla Celere, e dalla Sforzesca. 24 dicembre: la prima colonna italiana, chiusa nella conca di Arbusovka, rompe l’accerchiamento ma parte della Pasubio e della Torino restano accerchiate a Cerkovo. Nella notte del 28 dicembre anche la seconda colonna italiana raggiunge le linee tedesche a Skassisrkaia. Il Corpo d’armata alpino (divisioni Cuneense, Julia e Tridentina) è ancora schierato sul fronte del Don.

Giuseppe Bassi è nato a Villanova di Camposampiero nel 1919. Ha fatto il geometra nel suo paese e anche il tecnico comunale. L’ “avventura” della sua vita tuttavia l’ha vissuta durante la seconda guerra mondiale come sottotenente del 120° artiglieria motorizzata in Russia, nell’ARMIR. E’  stato preso prigioniero e internato fino al 1946. Il racconto

Da Arbusovka, detta anche valle della morte, abbiamo percorso in un giorno 60 chilometri a piedi, a 30 gradi sottozero. A marce forzate siamo arrivati fino alla stazione di Kalac, dove siamo giunti il 1° gennaio. Era una situazione spaventosa, gran parte dei feriti è stata lasciata a se stessa. Qui noi superstiti e affamati siamo stati chiusi in carri ferroviari che fungevano da prigioni. Eravamo costretti persino a grattare i bulloni interni dei carri per ricavarne acqua ghiacciata! Ci avevano dato una pagnotta per sei prima di salire, e questo succedeva dopo quella terribile marcia. Da Kalac siamo arrivati al campo di concentramento di Tambov , dove sono morti nel tempo 10 mila italiani. Si viveva in bunker sotterranei, si dormiva sulla nuda terra, con una coperta per avvolgerci. La distribuzione del pane era sempre un dramma! Tutti attenti che gli altri non ne ricevessero di più! Noi ufficiali siamo stati poi separati e trasferiti in ferrovia a Oranki. Stavamo in un fabbricato in muratura dove siamo rimasti fino al dicembre del 1943, quindi nuovo trasferimento a Susdal, a 280 kilometri da Mosca. Qui siamo rimasti tre anni. Susdal è una città monumentale, ha cinque monasteri e noi eravamo all’interno di uno di questi, e posso dire che siamo stati trattati discretamente bene rispetto ai lager precedenti. Giuseppe Bassi

25 comments
  1. irisilvi ha detto:

    Questo signore praticamente mi abita vicinissimo……che bellissimo viso da veneto fiero,come Mario Rigoni Stern,come i vecchi visi dei miei progenitori! Ancora li cerco ,tra la gente ,ma ora non ci sono piu’,persi in una ricerca che nulla contiene di nobile e antico .

  2. irisilvi ha detto:

    Chiedero’ di questo signore…..(vorrei che i genitori fossero come gli Highlander)

  3. Spero con tutto il cuore che sia ancora vivo. L’intervista è recente, di aprile 2009, un anno e mezzo fa ma a quell’età gli anni corrono. Anzi, fammi sapere se lo rintracci.

    • irisilvi ha detto:

      Domani ,so a chi chiedere,poi ti faro’ sapere

  4. Per la serie: non c’è niente di più reale del virtuale. Insomma, anche i blog hanno un’anima.

    • irisilvi ha detto:

      E quando mai hai avuto questo dubbio? Tu,tanto tempoi fa, hai detto che questo è il posto dell’anima,vedi un po’….;)

  5. irisilvi ha detto:

    Pino l’ho trovato! Il sign Giuseppe Bassi classe 1919 è ancora arzillissimo,non solo vivo e vegeto ma con una lucidita’ incredibile!!! La sua disponibilita’ al racconto della sua prigionia e di tutto cio’ che riguarda L’Armir è travolgente! Sembra di dialogare con un giovanotto. Indubbiamente un personaggio!

    • alessandra iannone ha detto:

      Se è possibile vorrei chiedere, tramite lei, al sig. Bassi se ricorda Tambov che numero avesse quando vi è giunto…..Sa qualcuno mi ha spiegato che i numeri che abbiamo oggi per indicare i campi di prigionia, sono solo le ultime numerazioni ma che i russi le cambiavano spesso per sicurezza….non so se sia vero ma il campo che cerco ovvero il 1964 (o 1464) non è tra i censiti ma potrebbe essere una precedente numerazione di Tambov…….per cui….non si sa mai……chissà!! La ringrazio Alessandra

      • irisilvi ha detto:

        Gentilissima Alessandra Iannone ,solo ora ,dopo aver letto Lettere dal Don,sono ritornata nel blog per rileggere il ricordo fatto da Giuseppe Bassi sul lager di Tambov.Mi dispiace tantissimo,credo lei si rivolgesse a me,non averla potuta aiutare.Voglio sperare abbia avuto le informazioni che cercava,anzi ne sono certa.Con stima Silvana.

  6. Che felicità! E che tempra questi ragazzi del ’19.

  7. edoardo chiappafreddo ha detto:

    Cari amici

    Mi piacerebbe venire in contatto con voi; mio padre (classe 1921, ormai defunto) ha partecipato alla campagna
    di Russia 1942, fronte del Don, divisione Torino-Ravenna. Transitato per Cerkovo, ferito gravemente.

    Grazie per l’ attenzione
    Edoardo

  8. mio zio omonimo, di origine siciliana, è morto nell’armir ,secondo superstiti ancora vivvi , nel lager 190-191 nella ex karelia finlandese, zona di leningrado ,ora s.pietroburgo. è morto la notte del 3. 4 maggio 1943 alle tre di notte, di tifo e seppellito in un cimitero che taglia in due questo campo che dovrebbe avere 400 morti.ha per tre lati una staccionata di filo di ferro e una di legno. sotto questa di legno c’e’ la tomba solitaria di mio zio.a stalingrago era nella posta militare 45 e fu catturato nel porto canale sul ponte bombardato il 12 dicembre del 1942.al mio paese è stato dedicato una lapide a tutte le vittime castelvetranesi, tra cui mio zio.si trova in piazza matteotti e completa il monumento della grande guerra..solo da poco so ‘ di queste notizie ma dai superstiti ormai ne so’ abbastanza.non parlano per il dolore…purtroppo le vittime siciliane sono discriminate…

  9. grazia ha detto:

    grazia messina : è da tanti anni che la mia famiglia cerca mio zio disperso in russia nel dicembre del42 lo ha cercato mia madre ora lei ha avuto un ictus e io ho preso il suo posto nella ricerca ,abbiamo tante lettere di mio zio ,che scriveva giornalmente a mia nonna e desiderava tornare al piu presto a casa ma non è mai tornato.Le notizie ultime lo davano vivo in un campo a kiev nel1948 ,notizie date da un reduce malato che lo riconobbe da una foto.I dati di mio zio sono: Scandurra Salvatore 80° reggimento fanteria divisione pasubio 4 compagnia nato a s.agata li battiati (catania) il 02-11-1920

  10. alessandra iannone ha detto:

    Cara Grazia, la banca dati del ministero lo indica deceduto il 16 dicembre 1942. Scrivi ai memoriali militari di mosca all’indirizzo stiks@mail.awm.ru e chiedi il fascicolo di prigionia se è stato in un campo di prigionia è probabile che ne abbiano notizia.

  11. Checco ha detto:

    Mio zio morì a Tambov.Non era un campo di prigionia, ma un vero e proprio macello.I russi non avevano nulla da invidiare ai tedeschi in quanto a crudeltà.Barbari erano e barbari sono.Gli italiani, tra i tanti difetti che abbiamo, non annoveriamo quello della brutalità verso i propri simili.

  12. Giuseppino ha detto:

    Gentile Silvana,
    poco tempo fa mi sono imbattuto in una lettera e due “Cartoline Postali per le Forze Armate” che mio zio scrisse a mia madre (sua sorella) dal fronte russo e mai più tornato. Mio zio si chiamava BERNARDI ANTONIO ed era nato a Riese Pio X il 11.11.1913 (frazione Poggiana di Riese Pio X), apparteneva al 3 Reggimento Artiglieria Alpina, 34 Batteria Alpina, Reparto Udine della Julia. Sulle cartoline il timbro militare riporta anche 8 Nucleo Sussistenza P.R.A., 3 Divisione Alpina Julia. L’ultima cartolina militare ricevuta porta la data del 3 gennaio 1943, non c’è nessun riferimento al nome del luogo o della città, ma solo al fatto che erano sottoposti a combattimenti molto duri e sotto il fuoco accelerato dei russi, al cambio continuo delle posizioni dei combattimenti e che “si batte metro per metro” (testuali parole che mi fanno ancora rabbrividire). Il fronte è comunque quello sul Don. Infatti interrogando l’archivio “Onorcaduti” risulta come Luogo di Sepoltura la città di TAMBOV e data di decesso il 14 Febbraio 1943. Oltre a Lei vorrei rivolgermi anche all’Artigliere Giuseppe Bassi che Lei stessa ha rintracciato (eventualmente si potrebbe sapere il recapito dello stesso visto la vicinanza dei due paesi di origine?) per avere maggiori informazioni. Per esempio sapere sulla restituzione dei “Piastrini”, se il decesso è avvenuto durante un combattimento o in campo di prigionia o durante la ritirata, se esiste una cronostoria del tragitto delle 34 Batteria Alpina.
    Un appello anche al Dott. Pino Scaccia, al quale va il plauso per il suo impegno, qualora potesse indirizzare in merito a come accedere ai vari fascicoli (di prigionia, se c’è una numerazione dei campi, se risultano testimonianze…..).
    Grazie per la collaborazione.
    Cordialmente.
    G.Bragagnolo

    • maurizio comunello ha detto:

      Per Giuseppino.
      Mandami una tua mail alla mia mail che ti spiego come fare.Intanto dai Dati dei Timbri Postali scritti sulle Cartoline si capisce che tuo zio era in forza PRIMA all’8°Nucleo Sussistenza inquadrato nel 3°Battaglione Misto Genio comandato dal Capitano RACITI e dal Sottotenente Enzo DUSI e POI passato alla 34^Batteria Obici da 75/13 del Gruppo UDINE del 3°Reggimento Artiglieria Alpina.La 34^Batteria era comandata prima dal Capitano Rudi BEGOLLI e poi dal Capitano Giorgio LUBRANO.Il resto te lo racconto a voce.Ciao Maurizio
      Mia mail è mcomunello@hotmail.it

      • alessandra ha detto:

        Per Giuseppino. Scrivi a memoriali militari di mosca all’indirizzon che è indicato qui sul sito. Chiedi copia del fascicolo di prigionia. E’ morto a Tambov quindi il fascicolo c’è. Per la restituzione delle piastrine, sto cercando anch’io il modo per averle.
        A presto
        Alessandra
        PS se ti occorrono notizie scrivimi alla mail alessandra.iannone@libero.it

  13. marco masato ha detto:

    sono il nipote di recchia pietro divisione torino caporal maggiore.
    Prima disperso poi
    deceduto il 13 .3.1943 a tambov
    qualche reduce ancora vivo lo ha conosciuto ???
    prego inviare mail a marcomasato@libero.it
    grazie

  14. marco masato ha detto:

    cara alessandra,
    mi dici come fare per cercare la piastrina di mio nonno morto a tambov ???
    grazie..

    • alessandra ha detto:

      Hai il fascicolo di prigionia? Chiedilo ai memoriali militari di Mosca e chiedi di poter ricevere le piastrine conservate (specifica tutto a tue spese!!!). Ti diranno probabilmente che non le hanno ma conviene provare. Non c’è un modo preciso per ottenerle….soprattutto quelle che dovrebbero essere conservate con i fascioli di prgionia.

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